ARRESTATO DAI CARABINIERI UN DIPENDENTE DELL’UFFICIO POSTALE DI GIAMPILIERI MARINA, PER AVER PIU’ VOLTE TRATTENUTO INDEBITAMENTE DENARO AD UN ANZIANO DEL POSTO, RAPPRESENTANDOGLI INESISTENTI MALFUNZIONAMENTI DEL BANCOMAT.

Nel pomeriggio di ieri 8 aprile 2010, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip di Messina dott. Micali, su richiesta del p.m. presso la locale procura della repubblica dott. Ammendola, i Carabinieri Stazione di Giampilieri e della Compagnia Messina-Sud hanno tratto in arresto B. G.,  incensurato, dipendente dell’ufficio postale di Giampilieri Marina.
Il B.G. veniva tratto in arresto per violazione dell’art. 55 del d.lgs. 231/07 che sanziona “…chiunque, al fine di trarne profitto per se’ o per altro, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi…”.
L’indagine ha avuto inizio lo scorso gennaio, a seguito della denuncia di un anziano cittadino di Giampilieri, che ha sporto denuncia nei confronti del B.G., una volta accortosi dall’estratto conto che nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2009 vi erano stati alcuni strani prelievi dal proprio conto corrente postale.
Una volta ricevuta la denuncia, la stazione carabinieri di Giampilieri, di concerto con l’ente poste che ha fornito la massima collaborazione, ha pertanto avviato prolungati accertamenti tecnici con l’ausilio di sistemi di ripresa audio video i quali, posizionati all’interno dell’ufficio postale, hanno permesso di evidenziare le responsabilità del B.G., che in quel periodo svolgeva le mansioni di responsabile pro tempore dell’ufficio postale, in plurimi indebiti prelievi di somme di denaro (generalmente un centinaio di euro alla volta) dal conto corrente postale della vittima.
La metodologia criminosa era particolarmente collaudata, tanto che quando l’anziano giungeva presso l’ufficio postale con l’intento di effettuare un prelievo, il B.G. gli faceva digitare il pin della carta effettuando la regolare strisciata.
Ad un certo punto, falsamente rappresentando inesistenti errori nella digitazione del pin, ovvero malfunzionamenti del sistema informatico, il B.G. richiedeva all’anziano di digitare nuovamente il pin, così effettuando una seconda strisciata.
Delle due operazioni, andate in realtà entrambe a buon fine, il B.G. certificava la validità solo per la seconda, ritenendo pertanto indebitamente la quota del primo prelievo (il cui importo veniva da questi digitato). Al termine delle formalità di rito, l’arrestato e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari.