12 finiti in manette, 3 i ricercati: è l’operazione di Polizia che si è svolta questa mattina, a conclusione delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina che hanno portato all’individuazione di un’associazione a delinquere operante nella zona del quartiere popolare di Mangialupi.

Tra gli arrestati ci sono 9 messinesi e 3 albanesi dimoranti in Italia: Santino Di Pietro (1998), Francesco Delia (1990), Francesco Maggio (1984), Salvatore Micari (1985), Domenico Pappalardo (1984), Francesco Di Giovanni (1963), Cristian Restuccia (1992), Andrea Caporlingua (1991), Ajet Cepaj(1969), Rito Mecaj(1962), Ernard Hoxha (1984).
Restano ricercati gli altri tre stranieri per i quali è stata emessa la misura cautelare.

Le indagini, che si sono sviluppate attraverso una fitta attività di intercettazioni telefoniche e ambientali, di servizi tecnico-dinamici sul territorio ed analisi dei tabulati telefonici, hanno permesso l’individuazione di tutti i livelli operativi della compagine delinquenziale, dalla rete di distribuzione a quella di approvvigionamento e di individuare i singoli componenti coinvolti, con mansioni diverse, nel traffico di almeno due tipi di sostanze stupefacenti (cocaina e marijuana principalmente, rinvenute anche modiche quantità di hashish), smerciate poi in città ma anche in importanti località turistiche della provincia.

Durante gli interrogatori gli indagati hanno dichiarato di essere in possesso di armi che tuttavia non sono state rinvenute durante le perquisizioni.

È stato eseguito inoltre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili immobili e delle utilità economiche dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Pool Planet” di Messina che il Di Pietro aveva attribuito fittiziamente a terzi. Risulta quindi indagato anche per trasferimento fraudolento di valori.

L’operazione “Tunnel”, che ha portato agli arresti, ha avuto inizio nel maggio 2017 e già nel settembre 2017 aveva portato al sequestro, all’interno della galleria ferroviaria in disuso “Spadalara”, in località Bisconte, di quasi 42 chilogrammi di marijuana. Nel mese di novembre 2017, inoltre, sono stati sequestrati due involucri di marijuana di 10 e 22 chilogrammi durante il trasporto in auto.

«La casuale coincidenza — ha detto il Procuratore Aggiunto dott.ssa Rosa Raffa — delle azioni cautelari di ieri e dell’operazione di stanotte rendono palese in maniera efficace quello che ormai noi inquirenti sosteniamo da qualche anno e cioè che la città di Messina è divenuta sede internazionale dove si stipulano affari in materia di stupefacenti».