In attesa che l’Amministrazione comunale adotti le proprie scelte relativamente alla gestione del verde pubblico e dei c.d. servizi aggiuntivi (cura del verde, potatura scerbatura ecc.), che sembrerebbero dover ritornare fra le esclusive competenze del Comune, il sindacato autonomo OrSA interviene per dire la propria rispetto alla complessiva gestione dell’ATO ME 3 SpA da parte dell’attuale presidente Antonio Ruggeri la quale, a sua volta, a seguito della recente riforma regionale, non ancora pubblicata, appare giunta al capolinea.
Buzzanca e RuggeriSiamo, infatti, alle porte dell’avvio del procedimento di liquidazione della Società d’Ambito, che segna la chiusura di una fase amministrativa nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Sicilia, per riaprirne un’altra attraverso la costituzione delle società – consorzio.
Chiaramente ciò riguarda anche Messina.
L’imminenza del passaggio di consegna traspare, dalla valutazione dei più recenti atti ed, in particolare, dall’inaugurazione in gran volata delle isole ecologiche e dalla inconsueta serie di interviste rilasciate dal presidente Ruggeri al fine di presentare quelli che lui considera dei ridondanti risultati.
Secondo l’OrSA, invece, Ruggeri risulterebbe intellettualmente più onesto se ammettesse che il suo contributo allo sviluppo della raccolta differenziata nella città di Messina si sia, in verità, limitato all’organizzazione delle cerimonie di inaugurazione degli impianti, con particolare attenzione alla consegna dei fiori alle varie personalità femminili chiamate a tagliare l’apposito nastro, nonché all’allestimento del catering ed alla novità, appunto dell’intervista promozionale in cui, come un disco rotto, ha comunicato in maniera non proprio disinvolta che si trattava di atti compiuti in nome “…della normativa, dell’ambiente… e dei nostri figli”.
Ciò in quanto è notorio che i procedimenti riguardanti gli impianti consegnati di recente, così come tutti gli altri, sono stati incardinati ben prima del suo avvento e, via via, condotti a termine dalle varie amministrazioni susseguitesi. Ciò dicasi anche per il c.d. compostaggio domestico.
Non risulta, invece, che nel corso dell’ultimo anno l’ATO ME 3 SpA abbia presentato alcun progetto presso l’Agenzia Regionale per i Rifiuti, competente fino a poco tempo fa, al fine di ottenere uno straccio di finanziamento da destinare alla raccolta differenziata.
Le percentuali di rifiuto differenziato prodotto in città continuano ad essere bassissime, da tempo non esiste alcuna efficace campagna di comunicazione sui servizi di competenza e le discariche abusive proliferano in ogni angolo della città. In più, per il secondo anno consecutivo non vi è traccia di alcuna campagna di potatura degli alberi e i lavoratori “svantaggiati” del settore sono disoccupati da mesi, dopo essere stati adeguatamente sfruttati per 480 euro al mese.
A fronte di cotanta solare evidenza, il presidente dell’ATO, qualche settimana fa ha deciso di comunicare attraverso una conferenza stampa di aver provveduto alla pulitura delle scalinate che congiungono la via XXIV Maggio e la Circonvallazione, conferendo all’atto la valenza di un risultato di prestigio.
Insomma, negli ultimi tempi, Ruggeri è, andato avanti per spot riguardanti interventi di ordinaria amministrazione.
L’opinione pubblica però, non deve lasciarsi abbindolare perché, è un fatto che il presidente Ruggeri, in quasi due anni, non è stato in grado di realizzare alcuna programmazione per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, attraverso la elaborazione di un piano d’ambito che comprendesse nuove tecniche di raccolta (es. porta a porta) e reperimento di risorse finanziarie da investire in nuovi impianti, magari avendo l’umiltà di copiare i modelli virtuosi presenti anche in Sicilia.
L’ATO ME 3 SpA non è riuscita neanche a presentare un piano industriale per l’anno 2010, rimanendo oscuro quali siano i servizi di competenza da espletarsi e con quale copertura finanziaria.
Sorge, altresì, il dubbio che Ruggeri non abbia neanche trovato il tempo di studiarsi normative, decreti, circolari emesse in materia di rifiuti dalla Regione e che l’unica normativa a lui nota sia l’ultima riforma non ancora pubblicata, sol perché sancisce, di fatto, la fine della sua esperienza da amministratore.
Per tali ragioni, l’OrSA ritiene che la conclusione del rapporto tra Ruggeri e la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, che si spera imminente, debba essere salutata come l’unico dato positivo di questo tormentato periodo, segnato da una gestione inopinata ed ovviamente costosa, visto il lauto compenso percepito con grande regolarità da questo top manager.