statua giustizia

Il Pubblico Ministero Alessandro La Rosa ha chiesto la condanna a un anno con l’accusa di abuso di ufficio, per tutti gli imputati che, nella sua ricostruzione, avrebbero agito in concorso. “Non ci sono gli estremi della truffa aggravata, dunque rispetto a questo capo di imputazione chiedo per tutti l’assoluzione, perché il fatto non sussiste”, ha spiegato al termine della requisitoria, durata circa un’ora, innanzi al Collegio costituito da Rosa Anna Castagnola (presidente), Santino Mirabella e Dorotea Catena.
Gli imputati sono Melchiorre Fidelbo in qualità di amministratore delegato della Solsamb S.r.l., l’allora direttore generale dell’Asp 3 di Catania Antonio Scavone, gli allori direttori amministrativi dell’Asp provinciale di Catania Giuseppe Calaciura e Giovanni Puglisi.
Al centro del processo vi è l’affidamento diretto dei servizi di informatizzazione del PTA di Giarre alla Solsamb S.r.l., il presidio territoriale di assistenza inaugurato il 15 novembre del 2010 alla presenza dell’allora assessore regionale alla Salute Massimo Russo, e di due esponenti del Partito Democratico, Anna Finocchiaro (moglie di Melchiorre Fidelbo) e Livia Turco.
“Non sono state rispettate le norme sull’evidenza pubblica, per cui non si può dire con certezza che il progetto del Consorzio al quale apparteneva anche la Solsamb fosse l’unico per il sito di Giarre […] Non c’è uno straccio di documento che giustifichi l’affidamento […] E la dichiarazione postuma, ovvero che il progetto presenti il requisito di opera dell’ingegno, non trova riscontro nelle dichiarazioni dei testi”, ha dichiarato il PM La Rosa nel corso della requisitoria.
L’abuso di ufficio è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Nel processo del PTA di Giarre è stato chiesto il minimo previsto dalla Legge per il reato.