“1908 – 2018. A 110 ANNI DAL SISMA DEL 28 DICEMBRE 05:21 PER NON DIMENTICARE”: APPUNTAMENTO DI domani 18 GENNAIO 2019 ore 15:00 PALAZZO ZANCA – SALONE DELLE BANDIERE.

All’interno delle attività previste per l’iniziativa “1908 – 2018: A 110 anni dal terremoto del 28 dicembre 1908”, organizzata dall’Amministrazione Comunale di Messina, si svolgerà il convegno “Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile” evento proposto in collaborazione da SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) e CEA (Associazione Centro Educazione Ambientale Messina Onlus) con il Patrocinio  dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina, dell’ Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Messina, della Fondazione Architetti nel Mediterraneo.

L’evento ha l’Alto Patrocinio dell’INGV e del Comune di Messina concesso dal Sindaco on.le Cateno De Luca, e degli Assessorati alla Protezione Civile e alla Cultura e Spettacoli.

La SIGEA è un’associazione culturale impegnata sin dalla sua fondazione, maggio 1992, nella promozione del ruolo delle Scienze della Terra nella protezione della salute e nella sicurezza dell’uomo, nella salvaguardia della qualità dell’ambiente naturale e antropizzato e nell’utilizzazione più responsabile del territorio e delle sue risorse.

La Associazione, che si basa sull’entusiasmo volontario di tante donne e uomini di cultura, ha due aspetti importanti: è interdisciplinare, a essa aderiscono geologi, ingegneri, architetti, archeologi, agronomi e forestali, e multi culturale, a essa aderiscono esponenti dell’accademia, degli enti pubblici, della professione e della società civile.

Nel volume (di 330 pagine, 41 articoli e oltre 150 autori e disponibile per l’occasione presso il banco delle registrazioni dei partecipanti per l’ottenimento dei CFP) “Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile” sono raccolti  i contributi dei massimi esperti in tema di rischio sismico con la consapevolezza che tanto ha fatto la ricerca italiana in questi ultimi 40 anni, affermandosi con i propri studi anche in ambito internazionale.

Ma non tutto quello che è stato compreso è stato recepito dai decisori, dagli investitori e dalla popolazione; popolazione che di questa ricerca dovrebbe essere la prima a beneficiare.

Con questo volume si è messa in primo piano la consapevolezza della forza degli studi e delle ricerche, per la prevenzione del rischio sismico, contro ogni forma di rassegnazione e fatalismo.

L’Italia è un Paese sismico? Solo negli ultimi 157 anni, dall’Unità d’Italia (1861) a oggi, ci sono stati 39 sismi con effetti disastrosi, compresi gli ultimi eventi del 2012 e 2016. A questi vanno sommati oltre 170 terremoti con danni minori per un totale di 1560 località gravemente danneggiate e circa 150.000 vittime. In media dall’Unità d’Italia ad oggi si è avuto un disastro sismico ogni quattro anni.L’Italia è in sostanza un “Paese fragile” la cui fragilità è evidenziata da ogni evento sismico che lo colpisce, dal nord al sud. E i terremoti che si susseguono nel nostro Paese sottraggano vite alla loro esistenza, spengono i sogni e affievoliscono le speranze alla gente che li subisce, creano ripercussioni a lungo termine sulla ripresa socio economica delle popolazioni colpite.

Perché al di fuori della gestione dell’emergenza, dove si vanta un’esperienza e una professionalità certificata, ci si trova a constatare una storica carenza, che è quella di non essere stati in grado di prevenire per tempo gli effetti del terremoto, di tradurre in politiche, in norme e regolamenti, in piani e programmi, in buone pratiche, le necessarie azioni, che avrebbero potuto evitare le morti e la distruzione d’interi borghi, la perdita irreversibile di un patrimonio culturale, storico e architettonico, unico e d’inestimabile valore. Perseguire con decisione una politica d’intervento, finalizzato al significativo incremento delle condizioni di sicurezza dal punto di vista sismico.

Un volume che ha la finalità quindi di fornire lo stato dell’arte sugli studi condotti in questi anni in Italia e che partendo dalla consapevolezza che in Italia come in tutto il Mondo non è possibile prevedere quando e con che intensità accadrà il prossimo terremoto aiuta a capire come prevenire i sui effetti e questo attraverso investimenti che devono essere stabiliti sulla base di priorità e non a “pioggia”, priorità che si devono basare sul grado di pericolosità sismica del territorio.

Importante è poi anche rafforzare l’insieme dei principi, delle regole condivise e delle procedure che riguardano la gestione e il governo del territorio e questo per formare e “consolidare” comunità consapevoli in grado di auto proteggersi grazie alla conoscenza dei complessi equilibri che regolano la nostra vita, l’ambiente e i rischi naturali.

In occasione della presentazione del volume sono previste oltre ai saluti istituzionali*  e dell’Esperto della Amministrazione Comunale Ing. Antonio Rizzo le relazioni del: Dott. Nicola Alessandro Pino (INGV) Il terremoto del 28 dicembre 1908: 110 anni di analisi sismologiche, Geol. Roberto De Marco (Già Direttore Servizio Sismico Nazionale DPC) “La prevenzione del giorno dopo” e quella per il nuovo secolo, Geol. Domenico Patanè (INGV) La rete accelerometrica urbana nel centro storico della città di Catania (OSU-CT,) Geol. Davide Siragusano (ORGS) Il ruolo dei geologi nelle fasi di post-emergenza sismica: l’esperienza di Amatrice.