L’ORSA (Organizzazione Sindacati Autonomi e di base) scrive una nota in merito al servizio Metromare.

Di seguito il testo integrale della nota.

Le rimostranze per il flop del servizio di metropolitana del mare sono ormai numerosissime e provengono da ogni versante, finanche dal fronte della politica, che spesso si caratterizza per  spaccature e punti di vista diametralmente opposti, questa volta giungono univoche specchi volta a mascherare l’evidenza, mentre il caratteristico silenzio del direttore di RFI Blu Via – Filippo Palazzo- (socio di minoranza) conferma la consumata tattica del gruppo ferroviario che glissa il confrontodenuncie bipartisan relative ad un pessimo servizio che ha prodotto un paradossale aumento dei prezzi nonostante le sovvenzioni statali.
Alla luce dei fatti, le giustificazioni accampate dal Consorzio Metromare per voce dell’amministratore  Vittorio Morace, assumono i connotati dell’arrampicata sugli, intasca soldi pubblici e porge l’orecchio sordo alle legittime rivendicazioni di cittadini e lavoratori.
Il Signor Morace, in questa occasione, farebbe bene a seguire l’esempio del socio ferroviario per celarsi dietro un dignitoso silenzio invece di confondere le idee ai cittadini con dichiarazioni che si smentiscono da sole e contribuiscono a far lievitare la legittima rabbia.
I fatti dicono che il Consorzio Metromare, non solo ha imposto un significativo aumento al costo dell’attraversamento, ma a fronte di un congruo contributo statale non ha creato un solo posto di lavoro, tutt’altro.
I mezzi “veloci” utilizzati da Ustica Lines nel servizio Metromare, in altre linee adottavano tabelle d’armamento con 7 uomini di equipaggio, approfittando della scia tracciata da RFI che da tempo propone e ottiene il ridimensionamento delle tabelle d’armamento, anche Ustica Lines ha chiesto di diminuire di una unità le proprie tabelle per allinearle a quelle di RFI che, fra l’altro, erano state dichiarate inidonee dalla Capitaneria di Porto di Napoli e successivamente (manco a dirlo) ritenute congrue dall’autorità marittima di Messina. Lo scorso 3 marzo, in una riunione tenutasi nella Capitaneria di Porto di Messina per l’attivazione della Metropolitana del Mare (vedi allegato), Ustica Lines ha chiesto ed ottenuto, contro il parere del sindacato di settore, la diminuzione delle tabelle d’armamento da 7 a 6 unità, limitazione che a giudizio della scrivente compromette ulteriormente i livelli di sicurezza, pertanto, il Consorzio Metromare è servito, fra l’altro, a consentire al Patron di Ustica Lines di realizzare l’ennesimo taglio al costo del lavoro. Altro che assunzioni…
In buona sintesi, anche questa in questo caso, il fronte armatoriale ha intascato soldi pubblici e attuato solo la parte conveniente degli accordi ministeriali, snobbando impunemente i punti in cui si garantisce il costo sociale del ticket di attraversamento e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Battibeccare a mezzo stampa con Morace o con il silente Filippo Palazzo non porterà nessun utile alla causa di lavoratori e pendolari, riteniamo più utile invitare tutte le parti interessate: politica, sindacato, pendolari, studenti, lavoratori, associazioni dei consumatori… a compattarsi in un’unica vertenza di massa per portare a Roma le ragioni del popolo dello Stretto e pretendere, una volta per tutte, celeri e fattive soluzioni.