aula fama

Il 13 marzo prossimo, nell’Aula Famà del Tribunale di Catania, sarà ascoltato il Colonnello Riccio.

Quanto all’udienza di oggi, gli interrogatori del PM hanno ribadito tre circostanze: la prima, ovvero il cadavere di Luigi Ilardo fu trovato dagli agenti di Polizia riverso sul manto stradale – non dentro l’auto – e più vicino alla parte posteriore della vettura stessa. La seconda si è appresa dalla moglie di Luigi Ilardo, che stamane al PM ha confermato la circostanza del furto subito in casa alcune settimane prima dell’omicidio del marito. L’1 aprile del 1996, rientrando a casa dal soggiorno nella dimora di campagna, la signora Ilardo trovò la cassaforte e il portagioie ‘ripuliti’ dei gioielli, dei soldi e degli orologi del marito, nonostante la porta di ingresso di casa e la cassaforte non mostrassero segni di effrazione e benché proprio lei avesse provveduto a nascondere la chiave della cassaforte in un luogo diverso da quello abituale, per ragioni di sicurezza. Infine, la signora Ilardo ha confermato di aver riconosciuto alcuni dei suoi gioielli, in particolare due grandi crocifissi regalati ai figli, nelle immagini mostrate in un servizio giornalistico di cronaca.

FLASHBACK: Luigi Ilardo – cugino di Giuseppe Madonia e confidente del Colonnello dei Carabinieri, Riccio – è stato ucciso il 10 maggio 1996 in via Quintino Sella a Catania, con diversi colpi di arma da fuoco sferrati al capo e al tronco. Tra le ragioni che avrebbero fatto scattare l’ordine di uccidere Ilardo è stata indicata dai testi la frequentazione della vittima con la cosca Sciuto-Privitera, circostanza sgradita alla famiglia Santapaola.