Il 23 gennaio 2019 è andata in onda nella prima serata di RAI1 la docufiction “Figli del destino”, dove Chiara Bono interpreta Liliana Segre.

“Si tratta di una prima visione assoluta per l’opera diretta a quattro mani da Francesco Miccichè e Marco Spagnoli; una produzione Red Film, in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Mario Rossini. Figli del destino, sceneggiato da Luca Rossi e dallo stesso Marco Spagnoli – autore anche del soggetto – è interpretato da Massimo Poggio, con Massimiliano Gallo e con la partecipazione di Valentina Lodovini, e dai quattro giovanissimi Chiara Bono (che interpreta Liliana Segre), Giulia Roberto (Lia Levi), Catello Alfonso Di Vuolo (Tullio Foà) e Lorenzo Ciamei (Guido Cava), avvalendosi anche della voce narrante di Neri Marcorè. Tra gli intervistati, il giornalista Giacomo Kahn e gli storici Sara Valentina di Palma e Michele Sarfatti. Il film presenta materiale di repertorio dell’Istituto LUCE – Cinecittà e filmati inediti della Fondazione CDEC – Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e dell’Holocaust Memorial Museum di Washington.

Quattro storie di bambini italiani ebrei vittime dell’orrore e della vergogna delle leggi razziali. Due ragazze e due ragazzi, sopravvissuti al Fascismo e alla Seconda Guerra Mondiale grazie all’aiuto di persone che hanno voluto seguire la propria coscienza, rifiutandosi di sottostare al diktat del fascismo. Napoli, Roma, Milano, Pisa. Storie diverse, dal Nord al Sud Italia, accomunate dal triste destino dei quattro, piccoli protagonisti: Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava. Il docufilm racconta dell’Italia delle leggi razziali, a partire dalla loro firma per mano del Re Vittorio Emanuele III, il 5 settembre 1938. Nella ricostruzione di quegli anni, la storia di quattro bambini, le cui vite stanno per essere stravolte. Da un giorno all’altro, infatti, tutto cambia e diventeranno improvvisamente diversi agli occhi della gente, come non erano mai stati. Bambini costretti a non andare più a scuola, a nascondersi, fuggire, lottare per la vita, senza che prima di allora abbiano mai avuto un’idea ben precisa di cosa volesse dire per loro essere ebrei. Un racconto della Memoria, intrecciato con le emozionanti interviste dei quattro protagonisti, oggi”.

Liliana Segre, oggi senatrice, è stata ospite del Teatro alla Scala di Milano, in occasione dell’incontro organizzato dall’Associazione Figli della Shoah, dalla Sezione ANPI del Teatro alla Scala e dall’ANPI Provinciale di Milano,  in preparazione del Giorno della Memoria.

Il Giorno della Memoria è stato istituito dal nostro Parlamento nel 2000, individuando la data del 27 gennaio, giorno dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.

Liliana Segre è nata a Milano nel 1930 in una famiglia italiana di religione ebraica. Venne espulsa dalla scuola elementare a 8 anni a causa dell’entrata in vigore delle leggi razziali del 1938. Dopo aver tentato la fuga in Svizzera, venne arrestata con il padre al confine e deportata il 30 gennaio del 1944 dai binari sotterranei della stazione di Milano Centrale verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Separata dal padre Alberto che non avrebbe più rivisto, le venne tatuato sul braccio il numero 75190. Durante la prigionia subì tre selezioni alle quali scampò miracolosamente e alla fine di gennaio del 1945 affrontò la marcia verso la Germania in seguito all’evacuazione del campo. Venne liberata il 1 maggio del 1945 dal campo di Malchow. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz-Birkenau, Liliana Segre è tra i soli 25 sopravvissuti. Dalla fine degli anni ‘90 porge con incessante impegno la sua Testimonianza ai ragazzi in tutta Italia, portatrice infaticabile di messaggi di pace e tolleranza. Il 19 gennaio 2018 è stata nominata dal Presidente Sergio Mattarella Senatrice a vita della Repubblica Italiana.