Luciano Armeli Iapichino si aggiudica il prestigioso riconoscimento Omcom 2019 della Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze, presieduta da Salvatore Calleri, che con la Fondazione Mediterraneo ha dato vita appunto all’OMCOM. Cinque lettere, acronimo di OSSERVATORIO MEDITERRANEO SULLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E LE MAFIE. Il suo obiettivo è monitorare e analizzare ciò che succede nell’area mediterranea in termini di criminalità organizzata e mafiosa, formando addetti ai lavori che siano in grado captare sul territorio le infiltrazioni per darne informazione sui possibili pericoli che potrebbero rappresentare.

Luciano Armeli Iapichino

La cerimonia di consegna allo scrittore, originario di Galati Mamertino nel messinese, si svolgerà il prossimo 30 novembre a Bagno a Ripoli.

“Sono onorato di ricevere questo riconoscimento dopo anni di battaglie e, soprattutto, di stimolo nei confronti di coscienze in un momento in cui proliferano estremismi e deserto spirituale. – ci ha dichiarato telefonicamente Armeli Iapichino – Lo dedico a tutti i familiari di vittime di mafie e a chi crede nel valore della cultura come fondamento imprescindibile di una società civile e illuminata. Per uno che è cresciuto in tempi di mafia e stragi del ’92 e che ricorda Peppino Impastato non solo il giorno della commemorazione, è davvero difficile accantonare l’idea della non rassegnazione e la voglia di lottare per un mondo migliore”.

Lo avevamo intervistato poche settimane fa, come raro esponente intellettuale dei nostri tempi bui e della nostra Sicilia.
Lo scrittore, che ha pubblicato, tra gli altri, diversi saggi sul fenomeno criminalità, tra i quali Le vene violate. Dialogo con l’urologo siciliano ucciso non solo dalla mafia (2011), L’uomo di Al Capone. Tony Lombardo: dall’indigenza siciliana a zar del crimine nella Chicago anni ’20 (2014), Lucido delirio. Riflessioni socio-esistenziali alla luce del pensiero divergente (2017), porta avanti inchieste conducendo la sua battaglia contro le ingiustizie, contro il sistema del malaffare e la pericolosa zona grigia, ambigua terra di nessuno fra bene e male, dove tanto più dura è l’oppressione, tanto più diffusa è tra gli oppressi la disponibilità a collaborare col potere.

antonino caponnetto

Da sempre accanto ai familiari vittime di mafia e voce fuori coro nella divulgazione della cultura antimafia per gli allievi delle scuole della penisola. Per questo un premio importante dalla comunità antimafia, per il coraggio, per la capacità e la temerarietà, per lo spessore culturale che lo contraddistingue nelle sue indagini. Essere definito “scomodo” (dove scomodo significa colui che investiga la verità e la pubblica) dal mondo antimafia vale molto, ancora di più se arriva dalla Fondazione Antonino Caponnetto.