Al teatro Canovaccio a Catania è stata rappresentata la commedia Teatrale “Morte di un Giudice”in ricordo del giudice Rocco Chinnici , vittima della mafia.
Il lavoro, partorito da Giovanni Coppola ,viene costruito di slancio, nelle calde notti dell’estate scorsa dove nella pace e nella tranquillità vengono fuori tutte le emozioni che nel caos giornaliero si assopiscono.
Morte di un giudice è un testo carico di emozioni che lascia riflettere, chiedendosi “ma per sconfiggere questo bubbone atavico non sarebbe meglio fare sprofondare l’isola”?. Il testo con la regia di Laura Giordani trasuda di immagini del dolore, dell’ansia del giudice Chinnici messo in prima linea, successivamente quando tocca quello che non doveva toccare, abbandonato.
La recita si svolge con canti suoni e litanie dove Laura Giordani rappresenta la coscienza che guida lo spettatore nella tragedia.
Saro Pizzuto rappresenta Stefano il portiere del palazzo dove vive il Giudice Chinnici è un uomo di campagna che si trasferisce a Palermo a fare il portiere ma male si adatta alla vita di città , un po’ come Chinnici, anche lui dalla campagna, che con il suo portiere gradualmente istaura un sodalizio il quale dopo le giornate “pesanti” lo fanno distendere. Stefano racconta al pubblico un Chinnici che cercava di non pensare alla morte, sempre in agguato, prendendo agl’occhi di Stefano, la cosa con una buona dose di fatalismo Siciliano “Annu vogghia di curriri”.
Riccardo Vinciguerra rappresenta quel mondo di eroi silenziosi, eroi loro malgrado quello degli agenti di scorta che rischiano tanto quanto colui che scortano ma il più delle volte cadono nel dimenticatoio.
Il testo quindi analizza gli stati d’animo in maniera certosina si ma semplice da capire,un testo che ti inchioda in maniera attenta sino alla fine.
Gianni Coppola non è la prima volta che ricorda la figura di Rocco Chinnici, vicino alle associazioni antimafia due anni fa si fa promotore per intitolare una P.zza di Catania al Giudice Rocco Chinnici evento svolto nel Dicembre del 2014 alla presenza di numerosi autorità e dei figli del Giudice.