Soldi, denari, monete, una ricchezza da difendere da un mondo di presunti scialacquatori.

La battaglia per la vita, per Arpagone, protagonista de l’Avaro di Molière, si gioca attorno ad una cassetta colma di ducati d’oro; tutto l’altro: la famiglia, i servi, peggio ancora i sentimenti, hanno la stessa valenza di uno sciame di vespe.

Dal 1668 fino ai giorni nostri, la magia del teatro riesce a riprodurre le vicissitudini di un uomo disegnato da un unico colore, un vizio: l’avarizia che, con un semplice gioco di parole, si può definire il suo capitale.

Una commedia che attraversa i secoli, ma non invecchia; è una materia preziosa che, plasmata dall’abile penna di Ugo Chiti, è approdata sul palcoscenico del Teatro Vittorio Emanuele.

Un adattamento che ha mantenuto la struttura portante dell’opera di Molière, ma ha lavorato principalmente su due aspetti: il ritmo della narrazione e l’approfondimento dei personaggi.

I tempi imposti alla narrazione permettono di seguire con attenzione costante l’intreccio delle vicende, giocate sul malinteso e sulla “corrispondenza d’amorosi sensi”. Inoltre, la scrittura di uno sceneggiatore del calibro di Chiti (Gomorra, Il racconto dei racconti, Dogman) ha introdotto delle venature ironiche e psicologiche, che rendono la commedia ancora più vicina al vissuto odierno.

Alessandro Benvenuti è un eccellente Arpagone, ti convince e ti conquista, è l’Avaro. Fondamentale per la riuscita del lavoro, l’affiatamento dell’ottimo cast dell’Arca Azzurra Teatro: Giuliana Colzi (Frosina), Paolo Ciotti (Don Anselmo), Andrea Costagli (Cleante), Dimitri Frosali (Mastro Giacomo), Gabriele Giaffreda (Valerio), Elisa Proietti (Mariana), Massimo Salvianti (Freccia), Lucia Socci (Elisa).

 

Il finale, aggiunto dallo sceneggiatore, è giocato seguendo un risvolto simbolico: il peso dei soldi.

Arpagone dopo aver nascosto voluttuosamente tutti i ducati sulla sua persona, verrà schiacciato dal loro peso e rimarrà a terra, incapace di muoversi e abbandonato da tutti.

Repliche sabato 2 marzo 2019 alle ore 21.00 e domenica 3 marzo alle ore 17.30.