Giuditta Godano è scrittrice e critico d’arte. Originaria di Acireale, da alcuni anni vive a Roma per dare consulenza alla RAI.

Giuditta Godano

Qui e ora Giuditta Godano ci introduce l’arte pittorica del catanese Calusca, muovendo dalla sua opera “Trittico“, esposta a Bibliothè Art Gallery di Roma nell’ambito del settimo appuntamento della rassegna Signum (a cura di Francesco Gallo Mazzeo con il coordinamento di Enzo Barchi, 27 marzo – 12 aprile 2019); la recensione reca il titolo “Il demone dell’evento”.
Calusca (Luca Scandura) è nato a Catania il 27 novembre 1975. Nel 1994 si trasferisce a Reggio Calabria per frequentare l’Università di Architettura che lascerà nel 1998 per dedicarsi pienamente alla pittura.

Il demone dell’evento
«Tutto il tempo è tutto il tempo. Non cambia. Non si presta ad avvertimenti e spiegazioni. È, e basta. Lo prenda momento per momento e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell’ambra» (Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5, p.85, Feltrinelli, Milano 2003)
Ci sono tre coppie di paradossi nel lavoro pittorico di Calusca: quiete inorganica e dinamismo, materia formalizzata e progettazione; tempo congelato e progressione evenemenziale. Nella pittura-pittura non c’è sequenza se non per stazioni e piani: giacché la materia accade ‘insieme’, enuncia, deflagra e manifesta, a condizioni simultanee. Il rimando è a qualcosa che è stato anche se possiamo assistere a un presunto ouroboros che intercetta il senso del ritorno su se stesso. Uno stop-in-motionpietrificato, scomparso eppure terribile nella sua ri-presenza. È lì, la cenere è simbolo e oggetto, avrebbe detto Jaques Derrida.Un puro divenire che non è fissato nella sua staticità ma gioca figureillusive (allusive) e smagliate, nell’ora che ci fa astanti e continua a svolgersi come il vaso del trittico V96 | V100 | V101 – imprevisto in previsione, che sparisce nel gioco del falso movimento. Calusca dipinge scene di architettura domestiche quanto poco familiari, con un mosso paranoico; digesto della lezione vivissima di giganti come Francis Bacon, o virtuali compagni di strada, de-poeticizzati però, come il Gruppo di Scicli.
Un equivoco, un incidente che vortica in salotto, quella istantanea ondulata (torta) della parete, slittata in avanti con il pavimento ripiegato, che mai sarà vera, apre un buco nell’orizzonte di carne del mondo. Il pittore schiva il presente, ancorché civetta con l’anima degli ambienti osservati nel loro segreto, covato dalla distanza. Egli ridà allo spettatore una condizione remota dentro la quale porta a coscienza traumi o sogni: i suoi oggetti abitano solitudini fantasmatiche. Un fantasma appare come larva, d’altronde, di qualcuno/qualcosa che c’era, all’imperfetto sempre. Sicché, sul bordo di una citazione stilistica per anagrafe, latitudine, età, esperienze, nei temi e nelle voglie, lo spazio fermenta e s’arrampica sopra tappezzerie anni Settanta e linee vettoriali. La storia o, se preferite, la cronaca, assente nel puro svolgimento narrativo, sembra costituire il vero nòcciolo nel rapporto di implicazioni e premesse della ‘ripetizione differente’. Se le cose e gli stati di cose ineriscono ai corpi, conoscono solo il presente, all’evento è superficie, impassibilità e quindi concomitanza di attivo e passivo, suddivisione all’infinito tra passato e futuro nell’istante, espressione di un verbo e non di aggettivi e sostantivi (Carla Righetti su Logica del Sensodi Gilles Deleuze).
Calusca sviluppa una spirale dai correlativi problematizzati: non importa dove ci troviamo ma cosa sta per verificarsi e, sopratutto, quello che nelmaelström, nel gorgo, pure essendo superato continua a essere in ostaggio del presente nulla è accaduto poiché già tornato su se stesso. Tutto è segreto qui, e nel nascosto alla vista parla il desiderio. Al desiderio sta il dolore della pittura che è linguaggio, e dunque, per sua natura, assenza ed evocazione. L’occhio demonico spia dall’interno verso il fuori del noi. La tensione del colore galleggia sull’emergenza del breve incidente (la caduta del vaso). Ora è finito e continua a cadere.

Calusca (Luca Scandura),
tra le Mostre personali:
2004, “Presenza dell’assenza” allestita presso la Galleria degli Archi di Comiso; 2006, “Calusca – Impressioni in Vano”, tenuta al MuMi – Museo Michetti di Francavilla Al Mare (Chieti), entrambe a cura di
Guido Giuffrè; 2007, “Opere 1997 / 2007”, Castello dei Principi di Biscari di Acate (Rg), a cura di Marco Di Capua, corredata da un importante volume monografico edito da Salarchi Immagini; 2008, “Reflective”,
Galleria dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, a cura di Guido Giuffrè, corredata da un importante volume monografico edito da Bonanno Editore, con testi di Guido Giuffrè, Francesco Gurrieri,
Angelo Scandurra e Francesco Adorno, concepito graficamente dallo stesso artista del quale, all’interno, è pubblicato il racconto “Reflective”; 2014, “Calusca’s rooms: five histories”, ex Collegio Santonoceto di
Acireale (Catania), a cura di Newl’ink; 2014, “Calusca. Il gioco dell’incontro”, Galleria Art’è di Acireale (Catania), a cura di Rocco Giudice; del 2015 è la bi-personale “Corrispondenze. Calusca – Alessandro Finocchiaro”
(mostra itinerante), Galleria Lombardi di Roma, Galleria Ghelfi e L’Officina Arte Contemporanea di Vicenza, Galleria Art’è di Acireale, con testi in catalogo di Ruggero Savinio e Marco Di Capua. Nel 2016 e
2017, “Calusca. Sinestesie astratte”, (mostra itinerante) Galleria Art’è di Acireale (Catania), Galleria Lombardi di Roma, Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso (Ragusa), a cura di Giuseppe Carrubba, corredata da un
importante volume monografico edito da Newl’ink.
Partecipa a diverse mostre collettive tra le quali:
2009, “Salvados por el Arte. El viaje artìstico de unos libros condenados a morir”, (Atene, Oporto, Valencia, Palermo), a cura di Miguel Guillem, Blanca Rosa Pastor, Eduard Ibanez, Ornella Fazzina, Francesca Genna;
2009, “12 Movimenti”, (Acireale, Comiso), a cura di Marco Di Capua; 2011, “Padiglione Italia – sez. Sicilia della 54a Biennale di Venezia”, Civica Galleria Montevergini, Siracusa, a cura di Vittorio Sgarbi; 2011, “Il
bosco d’amore – omaggio a Renato Guttuso”, Fondazione Puglisi Cosentino, Catania, a cura di Rocco Giudice; 2011, “Artisti nella luce di Sicilia”, Palazzo della Cultura (Platamone), Catania, a cura di Vittorio
Sgarbi; 2015, “Artisti di Sicilia da Pirandello a Iudice” (Favignana, Palermo, Catania), a cura di V. Sgarbi; “Sfacciati”, Civica Raccolta Carmelo Cappello, Ragusa, a cura di Andrea Guastella; 2016, “Minima. Azioni
contemporanee”, SAC / Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Ortigia (Siracusa), a cura di Giovanna Susan, Francesco Piazza, Antonio Vitale; Open_eleven for GaP, GaP Arte, Acireale (Catania), a cura di Luca Scandura;
2017, “Imago Mundi – Rotte mediterranee”, Cantieri Culturali alla Zisa, ZAC – Zona Arti Contemporanee, Palermo, a cura di Luciano Benetton.