Omaggio al cantante inglese, ex frontman dei Police, che oggi compie 68 anni.

L’intento di questo articolo è semplice: rendere omaggio ad uno dei più grandi artisti dei nostri tempi. Nient’altro!
È impresa ardua scrivere di un uomo tra i più noti del panorama musicale mondiale. Il rischio di cadere nella retorica, quando si parla di personaggi pubblici così trasversali, è sempre dietro l’angolo.
Cantautore poliedrico con alle spalle 40 anni di carriera, mai pago di sperimentazioni, fine comunicatore di tematiche sociali attraverso una potente arma vocale: in estrema sintesi, questo è Sting. In verità è anche altro. Come capita alle grandi personalità, è spesso oggetto di critiche per le sue prese di posizione e il modo di essere e, tuttavia, apprezzato per l’autenticità che traspare dai testi delle canzoni senza tempo che ci ha regalato e continua a regalarci. Figlio di una terra dai forti contrasti che non hai mai dimenticato e, al contempo, cittadino del mondo, Sting conserva ancora l’umiltà e la riflessività che rispecchiano il carattere british pacato e poco avvezzo alla comunicazione.
Oggi, 2 ottobre, Gordon Matthew Thomas Sumner, questo è il suo vero nome all’anagrafe, compie 68 anni.
Nasce a Wallsend, cittadina della contea del Tyne, non troppo distante da Newcastle nel nord Inghilterra, famosa perché qui terminava il Vallo di Adriano, le cui rovine sono ancora visibili nel museo locale. Ma Wallsend è famosa anche per la presenza dei cantieri navali, fiorente realtà industriale che, tuttavia, nel tempo, a causa di una grave crisi economica che ha portato alla chiusura di molte aziende, è andata dissolvendosi. Sting ha voluto rendere omaggio alla sua città natale, e lo ha fatto egregiamente, tratteggiando i contorni della realtà sociale dalla quale è fuggito, in un disco maestoso, The Last Ship, un’opera dal forte accento introspettivo e malinconico e, per questo, di non facile ascolto. Quando Sting ripensa al luogo che lo ha visto nascere ha già un’età matura. L’album, pensato in realtà per essere un musical, esce nel 2013 ed è la storia di alcuni operai di un cantiere navale impegnati nella costruzione, parafrasando il titolo, di una “ultima nave” ed evitare in tal modo la chiusura dell’attività.
La carriera musicale di Gordon Sumner inizia però molti anni prima, quando, ancora giovanissimo, si aggrega a dei gruppi jazz locali, i Phoenix Jazzmen e i Last Exit. È in quel periodo che un membro dei Jazzmen, Gordon Solomon, gli affibbia il soprannome con il quale è divenuto celebre: Sting. Il motivo? L’abitudine di indossare pullover a strisce gialle e nere che richiamavano le tipiche striature orizzontali dell’ape.
Il successo che lo porta a raggiungere vette altissime arriva a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta con i Police. Assieme al leggendario batterista Stewart Copeland e al geniale chitarrista Andy Summers, Sting scrive pagine indimenticabili della storia del rock, creando sonorità ingentilite da influenze reggae prima e contaminazioni elettroniche dopo. Roxanne, Message in a bottle, Every little thing she does is magic, Synchronicity II rappresentano delle vere e proprie pietre miliari e l’esempio di un nuovo modo di fare rock.
A metà degli anni Ottanta, Sting è una star mondiale.
Già noto per i numerosi premi ricevuti, i gossip e gli elogi per una vena artistica multiforme (si distingue anche come attore cinematografico), il cantante inizia un percorso solista, in parte riallacciando i fili degli inizi della carriera da jazzista. Nel 1985 fa il suo esordio con l’album The dream of the blue turtles, e il primo singolo, If you love somebody set them free, un pezzo molto pop, sebbene ad un primo ascolto sconvolga le orecchie dei fan dei Police, svela la capacità camaleontica di Sting di eccellere anche in stili diversi da quello con cui si era fatto conoscere. Da lì in avanti, è un susseguirsi di album che condensano storie personali, interessi culturali, sperimentazioni e influenze tra i più svariati generi musicali, capacità di portare all’attenzione del pubblico tematiche socio-politiche (non si può non citare l’impegno costante nei confronti della foresta Amazzonica, in onore della quale, con la moglie Trudie Styler, ha fondato la Rainforest Foundation). Solo per citarne alcune: Englishman in New York, Mad about you, Fields of gold, If I ever lose my faith in you e Desert rose.
Sempre impegnatissimo su più fronti, per gran parte dell’anno in tournée mondiali che registrano sold out, dopo il successo ottenuto con il cantante giamaicano Shaggy (dalla cui collaborazione è nato l’album 44/876), l’infaticabile animale da palcoscenico Sting è attualmente in giro con il My Songs Tour, un tributo ai brani più significativi della sua carriera, e farà tappa in Italia il prossimo 29 ottobre al Forum di Assago di Milano.
Siamo sicuri che continuerà a stupirci ancora.

 

 

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