“Questa è la vostra orchestra!”. Le parole sono del direttore Bruno Cinquegrani, pronunciate tra gli applausi alla fine del concerto.

È una segnalazione orgogliosa, ha i toni dell’elogio, ma anche dell’appello dolente. Sì perché a Messina – e mi fermo alla situazione che ho sott’occhio – nulla è una cosa sola.

Un concerto non è solo un concerto; deve essere anche una battaglia contro gli ostruzionismi, una sfida ai disfattisti cronici, una lotta, spesso titanica, contro poteri di ogni tipo. 

Il prezzo – salato quanto i prezzi della platea – lo paga la Città che langue, il Teatro che vive sempre di più l’angoscia dei bilanci, l’Orchestra che è vanto e vessillo, ma vive “a singhiozzo” e la musica, sempre più ultima, non più linguaggio universale, ma passatempo per pochi appassionati.

Eppure, gli spettatori, venerdì 3 maggio 2019, sono usciti dal Teatro Vittorio Emanuele, inebriati di musica e di gioia. Felici di avere scelto il Teatro, consapevoli di avere assistito ad uno spettacolo di altissimo livello, creato da un violinista di indiscutibile bravura, Stefan Milenkovich e dall’Orchestra – la nostra Orchestra – che lo ha efficacemente supportato, contribuendo al successo della serata.

Per una “Città che non si ama”, è un punto a favore per il cambiamento, quello profondo che trasforma le coscienze. Tutto grazie alla musica.

Un programma intenso quello pensato dal Maestro Cinquegrani e dal violinista Milenkovich, che ha impegnato solo l’Orchestra, in apertura, con l’op. 62 in do minore “Coriolano” di Ludwig van Beethoven, sonata potente e drammatica e, nella seconda parte, con la sinfonia n. 4 op. 98 in mi minore di Johannes Brahms, che ha permesso all’ensemble messinese di far apprezzare le capacità e le potenzialità di cui è ricco.

Invece, con Stefan Milenkovich sono stati eseguiti il Concerto in sol minore op. 26 di Max Bruch e di Pablo de Sarasate la Fantasia da concerto, dalla “Carmen” di Bizet.

Lo straordinario musicista, nativo di Belgrado, torna ad esibirsi a distanza di un anno sul palco del Vittorio Emanuele, un successo annunciato e confermato. Tecnica, finezza interpretativa e bellezza tonale sono elementi cardine delle performance di Milenkovich, proposte con la naturalezza frutto di un’immedesimazione assoluta e perfetta con la musica ed il suo violino.

Applausi calorosi e richiesta di bis; Milenkovich ha risposto con due brani tratti dalla Partita n. 2 in re minore di Bach, la Ciaccona e la Giga. Si replica domenica 5 maggio alle ore 17.30.

Infine, il 31 maggio p.v., nuovo appuntamento con la nostra Orchestra. In programma l’operetta “La vedova allegra”, una produzione del Teatro di Messina.