Conversiamo con Salvatore Arimatea, regista di “Ballando il silenzio”
“sono cresciuto artisticamente con mio zio Tano e, accanto a lui, ho respirato cinema per tanti anni della nostra vita”.
“non faccio il regista per denaro ma solo per puro piacere e passione”.

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Chi è Salvatore Arimatea e come nasce la passione per il cinema?
Salvatore Arimatea, nasce a Messina nel 1963 compie studi classici, tre splendidi figli, ginecologo e medico di base oltre che presso strutture penitenziarie. La passione per il cinema credo di averla sempre avuta. Me la tira fuori mio zio, Tano Cimarosa. Attore con una filmografia di tutto rispetto, ha lavorato con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, con Alberto Sordi , con Tornatore, con Nanni Loy e con altri grandi del cinema italiano.

Un medico regista o un regista medico?
Ho trovato un connubio interessante: riesco ad allenarmi facendo il medico e, nell’ambito della mia attività, trovo delle storie di vita vera. Lavoro da anni all’interno di un l’istituto penitenziario, quindi mi ritrovo ad ascoltare storie che mi stimolano nella mia attività di regista.
Quanti film hai girato finora?
Ballando-il-silenzio-M.T“Ballando il silenzio” è il mio secondo lungometraggio. Di cortometraggi ne ho fatti una quindicina. Mi sono divertito parecchio ed hanno partecipato a molti festival con successo. “Ballando il silenzio” è un lavoro più completo anche dal punto di vista filmico sia per le tecniche di realizzazione, per il montaggio e per lo staff che ha lavorato con me.

Come scegli i tuoi attori ed attrici?
Per l’ultimo film abbiamo fatto 660 provini, anche con stranieri.Ho preferito attingere ai miei conterranei, sia perché mi fa piacere lavorare con la gente della mia terra, dopo aver lavorato tanto anni, al nord ed anche perché, a mio avviso, i siciliani hanno sempre una marcia in più. I Caratteristi siciliani, voglio citare e prendere spunto da mio zio Tano, hanno sempre le caratteristiche peculiari atte a rappresentare una storia, sono i più adatti per raccontare storie di vita. L’attore delle nostre parti è più vero riesce a farti sentire e a farti vivere la vicenda. Tra l’altro girando in Sicilia, come dice il mio amico sicilianissimo Toni Sperandeo, riesci magicamente a far sentire perfino i profumi della nostra terra.

Parlaci di ”Ballando in silenzio”il tuo ultimo film girato in Sicilia.
“Ballando il silenzio” potrebbe sembrare un film sul tango ma non lo è, almeno non solo. E’ un film che racconta due storie di vita vera. Con la mia cosceneggiatrice Tosi Siragusa, ci siamo accorti di avere scritto due storie di donne con numerosi punti in comune. La mia è una storia attinta dal racconto di una detenuta, la sua è la storia vera di un’altra donna e ci siamo accorti che potevamo farle vivere all’interno di un unico racconto con un unico epilogo. Sono storie che hanno numerosi risvolti particolari, storie di donne che soffrono, che sono inseriti in un contesto sociale molto difficile, intollerabile, ma che trovano spunti di difesa completamente diversi.

Un cast d’eccezione, un cast di noti interpreti e grandi nomi del panorama cinematografico come Sandra Milo, Marina Suma, Fioretta Mari, Toni Giuffrida, Mario Opinato ed altri grandi della scuola siciliana e non. È stato difficile dirigerli?
No, sono attori bravi, molti di loro sono grandi caratteristi. E’ stata difficile la prima fase, cioè trovare per ognuno il giusto personaggio, una volta fatto ciò, con degli attori di questo calibro è stato facile farli vivere in scena. Marina Suma è stata bravissima, pur interpretando ben due personaggi difficilissimi è riuscita a dare una grande lezione di cinema.
Da vita a due donne Melissa ed Elisabetta rappresentando la pazzia, lo sconforto, la disperazione e altre patologie del comportamento e della psiche che se non sei una brava attrice non puoi rappresentare.

Tre domande da appassionato: il tuo regista preferito; il film della vita; il tuo genere preferito.

Distruggere un sogno

Distruggere un sogno

Io guardo tutto il cinema, da quello francese a quello tedesco o russo, dal cinema di fantascienza, al fantasy, ai thriller i al filone supereroistico (sono un appassionato collezionista di fumetti Marvel). Il mio stile e il mio taglio registico si ispirano a Brian de Palma, a David Linch, ai maestri della storia un po’ noir con delle punte di divagazioni particolari. Amo tutto il cinema dal western al grande cinema italiano, e per “grande” non mi riferisco al nuovo cinema italiano che farà anche ridere e dimenticare i problemi al cittadino medio, sarà campione d’incassi, ma é completamente privo di contenuti e di spunti interessanti. Si, devo ammettere con enorme tristezza, che il nostro cinema è caduto molto in basso e che i grandi di un tempo: Tognazzi, Sordi, Manfredi non hanno più sostituti da tempo.

Un consiglio a chi vuol diventare regista?
Io sono stato molto fortunato, sono cresciuto con mio zio Tano, ho respirato cinema per tanti anni della nostra vita. Era il fratello di mio nonno, ma il nostro rapporto era come di padre e figlio, tra Roma e Messina . Gli ultimi anni della sua vita li ha passati con me, anzi gli ultimi mesi li ha voluti passare a Messina, a Casa Serena, dove gli hanno intitolato il teatro.
Consiglio a chi volesse intraprendere questa carriera di non farlo per vivere ma per piacere, non fissatevi l’obiettivo di vivere col cinema.
Per mia fortuna io posso fare quel che mi piace, il cinema mi diverte e non lo faccio per vivere, non farei mai un film di natale per rincorrere la ” pagnotta”. Amo raccontare storie difficili, storie di gente che vive dei disagi e delle difficoltà con l’intento di far capire che, a volte, queste persone sono anche vicino a noi, nelle nostre famiglie e stanno vivendo dei drammi, che potrebbero esplodere con qualcosa di eclatante ed inaspettato. Quello che vediamo nei film, è finzione ma potrebbe essere realtà.
Puoi dirci se hai in cantiere un nuovo film?

FILMOGRAFIA

FILMOGRAFIA

Con mia moglie Francesca Barbera, Direttrice del Centro Artistico del Mediterraneo, stiamo preparando un nuovo film che parla di aborto, raccontato in chiave quasi un noir con grandi effetti scenici che stiamo già progettando col mio direttore della fotografia e del montaggio Daniele Franchina che vive e lavora a Londra e con cui lavoro ormai da anni. Il CAM inoltre sta progettando un grande evento in ricordo di mio zio Tano Cimarosa, per poter ammirare, oltre ai suoi film, le opere della sua multiforme attività artistica: sculture in cartapesta, quadri, foto, sceneggiature e tanto altro materiale che racconta la meravigliosa e irripetibile storia del cinema italiano dagli anni sessanta ad oggi.

Dai una risposta ad una domanda che vorresti ti facessi.
Come speri di andare avanti come regista indipendente con la crisi economica e del cinema italiano ?
Se non dovessi più riuscire a fare il cinema che mi piace, non accetterei mai compromessi, cioè non potrei far cinema per soldi, smetterei e farei solo i medico e mi dedicherei di più alla mia famiglia che mi rende felice più di ogni altra cosa. Certamente non potrei dirigere mai un “cinepanettone”.