“Crossings” è il titolo della personale di Francesco Totaro inaugurata, venerdì 24 maggio 2019, nel Foyer del Teatro Vittorio Emanuele.

È il ritorno di un messinese che ha lasciato questa Città all’età di diciannove anni ed in questa Terra non ha mai esposto le sue opere, apprezzate a livello nazionale ed internazionale.

Anche questo è uno dei “crossings” alla base del percorso artistico proposto da Totaro. Uno degli incroci o, se lo vogliamo tradurre così, degli attraversamenti che costituiscono la nostra vita reticolare.

 

 

In questo caso, l’occasione l’ha offerta il progetto artistico “Opera al Centro” creato da Giuseppe La Motta, unito alla fattiva organizzazione della prof.ssa Mariateresa Zagone, critico e storico dell’arte che ha curato l’approfondito libretto di accompagnamento alla mostra, per la prima volta anche con la versione in inglese.

 

Sono esposte 14 tele, acrilici in formato rettangolare, di uguale dimensione. “Come frames di un intenso cortometraggio realizzato con quattordici fermo immagine” secondo la chiave di lettura suggerita della prof.ssa Zagone. Accettato il consiglio, ci si muove dai “guardiani del tempo” al personaggio che agisce con una sfera di luce seguendola attratto da una forza magnetica, sino al dipinto conclusivo che immortala la sua fusione in un bagliore di schegge luminose.

Luce, consapevolezza e allontanamento dalla paura, sono tre elementi che ricorrono nelle spiegazioni che Totaro offre delle sue opere, parole che, con eguale passione, abbracciano la sua visione esistenziale; tre note accennate con la gentilezza di chi ha apprezzato dimensioni diverse dalla densità oscura dell’essere fisico.

In parte, in quel personaggio, si può immaginare l’Autore stesso, in un misto di viaggio e fuga, ma può anche vestire i panni dello spettatore, quando viene investito dalla gittata di luce che esplode da alcuni quadri. Non è facile, seguendo il racconto di Totaro, arrivare all’ascesa di un “corpo di Luce”, ma è un percorso, o meglio un incrocio, un attraversamento, che mette di fronte a qualcosa che si può scegliere o meno.

Le stratificazioni cromatiche e le pennellate che sembrano frutto di una scomposizione digitale sono gli strumenti utilizzati per passare dal buio alla luce e per offrire ai visitatori “crossings” tra dimensioni sensoriali ataviche, ma da riportare a mente.

Penso che incrociare la propria vita con l’arte e la luce sia un bel vivere.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 24 maggio al 4 giugno nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.