“Della terra, degli abissi ed altri mondi” è il titolo della mostra inaugurata venerdì 5 aprile 2019 nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele. Un nuovo percorso del progetto “Opera al Centro”, curato da Giuseppe La Motta, che sino al 16 aprile proporrà due artiste: Lidia Muscolino e Dania Mondello.

Nulla di strano vedere associate personalità creative diverse; i confronti, in arte, non sono tragici duelli, bensì momenti di rigenerazione, sono linfa e fonte di nuova ispirazione.  Stavolta, però, non si può prescindere da un particolare “personale” che lega le due protagoniste e dà una connotazione speciale al racconto.

Sono madre e figlia, due donne che hanno scelto l’arte e la esprimono con un linguaggio ricco di elementi, che, nel foyer del Teatro Vittorio Emanuele, viene articolato in una progressione di quadri esposti per lati contrapposti.

È una divisione dello spazio che differenzia, ma non mette in competizione. In tale maniera, lo spettatore ha la possibilità di approcciarsi alle caratteristiche espressive dell’una e dell’altra, senza che s’inneschino meccanismi di comparazione, inutili e distruttivi.

di Lidia Muscolino

Lidia Muscolino dipinge usando solo le mani, così trasmette alla tela ciò che l’anima ha bisogno di comunicare, senza che si frappongano elementi ad interrompere il dialogo creativo. C’è un “Prima, adesso, dopo, sempre” racchiuso in un fotogramma di vita; c’è un percorso di trasmutazione interiore che lascia andare i corpi verso altri mondi, una proiezione in altre dimensioni.

di Dania Mondello

Sull’altro lato, l’universo di Dania Mondello nasce da un’esplosione cosmica di colori che si frantumano sulla tela lasciando intravedere particolari che riportano alla realtà terrena; può essere la Sfinge, eco degli studi di archeologia, o una balena, regina maestosa dei mari, stavolta vincente, sospesa in una dimensione di condivisione di mare e cielo.

I tratti e l’approccio pittorico sono diversi, ma le accomuna l’afflato verso dimensioni superiori, che trova piena realizzazione nel dipinto che introduce la mostra: “Nostos”.

È un dipinto “a quattro mani”, una staffetta creativa tra madre e figlia che aumenta la valenza simbolica dell’opera; come una travolgente composizione musicale l’opera ha coinvolto le due artiste, che in essa hanno sintetizzato il concetto che fa da sottofondo ad ogni quadro: il “ritorno”.

La donna che emerge dagli abissi sta portando a termine il suo viaggio, ma non è altro che un ritorno, perché – se vogliamo pensarla così – da qualsiasi punto partiamo, “Terra, abissi o altri mondi”, il nostro viaggio è sempre per fare ritorno a casa.

 

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 5 al 16 aprile nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.