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La stagione concertistica 2008-2009 dell’Associazione musicale “Filarmonica Laudamo” non poteva non presentare, dopo l’inizio in grande stile con l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta da Laurent Campellone, un giovane virtuoso del pianoforte.

Domenica pomeriggio, 19 ottobre, l’esibizione del giovane pianista Giuseppe Andaloro ha entusiasmato il pubblico del Teatro Savio. Il concerto ha richiamato molti appassionati che hanno gremito la sala per tutta la sua capienza. Da sottolineare la presenza di alcuni studenti del Conservatorio “Corelli”, per i quali sono previste notevoli agevolazioni economiche (abbonamenti a “prezzo stracciato”). Sorvolando sul mero virtuosismo strumentale, imperativo categorico per un pianista che ha cominciato a vincere concorsi all’età di otto anni e continua a mietere enormi successi, Giuseppe Andaloro ha presentato un programma molto impegnativo.

Interprete appassionato, Andaloro si è lasciato andare, riuscendo a far parlare la pagina musicale con introspezione, attraverso entrambe le sue doti più palesi, la sua notevole tecnica e la sua profonda sensibilità. Ha eseguito un programma alquanto arduo, beethoveniano il primo tempo (le 32 Variazioni in do min. WoO 80 e la Sonata in La bem. Magg. Op. 110), più vario il secondo, comprendente pagine di Franz Schubert (Improvviso op. 90 n. 1), Claude Debussy (3 preludi: Brouillards, La Puerta del Vino, Ce qu’a vu le vent d’Ouest) e Franz Liszt (Rapsodia ungherese n. 2 in do diesis min. ).

Musicista dotato di ottima versatilità strumentale, Giuseppe Andaloro, ex enfant prodige ed ora raffinato interprete, ha saputo rendere piacevolmente fruibili all’ascolto brani che spesso, per la loro difficoltà, si trasformano in affannose prove di forza, confermando così il suo ricchissimo curriculum, un susseguirsi di successi sia a livello accademico (ha vinto prestigiosi concorsi come il “World Piano Competition” di Londra nel 2002 e il “Busoni” di Bolzano nel 2005), che concertistico (ha suonato con le maggiori orchestre internazionali) e didattico (tiene master-classes sia in Italia che all’estero).
Ricchezza di sfaccettature, eleganza, agilità, sicurezza del gesto e delicatezza sono le caratteristiche che sfociano in una predisposizione ad un virtuosismo che ha trovato puntuale riscontro nell’unico (purtroppo) bis, un delicato lieder per pianoforte di Robert Schumann.