Si è tenuta ieri, nei locali della libreria “Dedalus” di via Camiciotti a Messina, la presentazione del libro “Gli occhi degli orologi”, romanzo dal sapore futuristico di Giorgia Spurio, giovane scrittrice di Ascoli Piceno alla sua terza pubblicazione.

L’evento è stato curato dalle ACLI di Messina, in particolare dalle associazioni specifiche ACLI Arte e Spettacolo e Giovani delle ACLI, che si sono fatte promotrici dell’incontro; presenti diversi giovani e volontari di Servizio Civile, accorsi numerosi ad assistere all’incontro con l’autrice. Dopo i saluti del titolare della libreria, Roberto Cavallaro, sono intervenuti i responsabili delle diverse associazioni che hanno offerto il loro patrocinio: il coordinatore di GA Ivan Azzara, la presidentessa AAS Selene Schirru, la vice coordinatrice di GA Mariachiara Villari e il presidente provinciale delle ACLI di Messina Antonio Gallo.

Il romanzo, vincitore nel 2017 del Premio InediTO per la sezione narrativa, è stato premiato al Salone Internazionale del Libro di Torino. Durante la presentazione la scrittrice marchigiana ha interagito con il pubblico, rispondendo a curiosità e domande che le sono state rivolte dagli interessati; alla lettura di stralci di romanzo è seguito un dibattito che ha messo in luce le tematiche e le influenze letterarie di cui è intriso il testo. Dall’attualità alla storia, passando per la letteratura e la filosofia: queste alcune delle strade battute nel corso della presentazione, grazie alla quale la Spurio ha illustrato la genesi del romanzo e ne ha presentato motivi e modelli ispiratori. Evidenti le influenze di “1984”, il romanzo di George Orwell, e dei personaggi di Paolo Volponi; le filosofie di Socrate e di Hegel si rincorrono tra le righe e i dialoghi, nei quali i temi dell’amore e della speranza si intrecciano con quello della morte. Ma la principale fonte del libro è indubbiamente l’attuale presente, lo stesso che, come l’autrice marchigiana illustra sapientemente, in un futuro poi nemmeno così lontano può capitolare sotto il peso del terrorismo, dell’emergenza povertà, dell’immigrazione, dell’allarme inquinamento e dei danni ambientali. Il romanzo è, infatti, ambientato nel 2048, quando cioè, successivamente alle Nuove Crociate contro terrorismo e immigrazione, una nuova dittatura fatta di lancette e quadranti ha reso gli Orologi il dio del Tempo e lo strumento di gestione e controllo sull’umanità dei Governi. In uno scenario distopico e post apocalittico si innestano le vicende di Julienne, giovane e coraggiosa protagonista che non si arrende a un domani a tinte fosche e alla desolazione di un mondo mutilato contrappone una stoica lotta. Una lotta che la coinvolge in prima persona e che lei rivolge a sé stessa, alla famiglia e a suo padre, alieno in una terra alienata dalla Grande Guerra.

Il messaggio che voglio lanciare con il mio libro – ha dichiarato la Spurio –  è in realtà più un monito: mi rivolgo alle nuove generazioni affinché riescano a riscattare la terra e preservarla da quella degenerazione che io stessa descrivo nel mio romanzo e temo.”

Una vicenda, quella descritta dalla giovane autrice, foriera di eventi surreali che al contempo sono di un’agghiacciante verosimiglianza e potrebbero malauguratamente trarre origine dai mali che oggigiorno sono sotto gli occhi di tutti.

Il romanzo è disponibile in tutte le librerie d’Italia e su Amazon.