Premio per la Miglior Regia e il Miglior Riallestimento. Si conclude con un importante riconoscimento la tournée estiva de “I Gobbi del Campanile”,  prima produzione teatrale della sempre più dinamica e multiforme Associazione Culturale Arknoah.

Il nostro teatro si fa onoreSe l’obiettivo primario di tutta l’operazione era quello di valorizzare la “meglio gioventù” teatrale del panorama messinese, allora “I gobbi del Campanile” pare averlo centrato in pieno. Con buona pace dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele, a cui istituzionalmente spetterebbe questo compito e che invece da anni ha deciso di bloccare qualsiasi percorso interno di formazione attoriale.

Eppure, “I Gobbi del Campanile”, rappresentazione che raccoglie 5 atti unici di Achille Campanile (scrittore, giornalista e drammaturgo della prima metà del ‘900, campione di un umorismo surreale che sicuramente risentì del clima farsesco e dell’arte del paradosso della scrittura futurista, ma che anche successivamente all’esperienza fascista continuò a mettere in scena il ridicolo dei luoghi comuni verbali e sociali di una società, quella italiana, sempre vincolata a convenzioni da “strapaese”, come messo in evidenza anche dalla bella analisi fatta sull’autore, negli anni ’70, da Umberto Eco), nasce proprio da un’esperienza laboratoriale nata all’interno del Vittorio Emanuele nella stagione 2003/2004, allorché Maurizio Marchetti, Donato Castellaneta e Antonio Lo Presti, con allievi tutti messinesi, misero in scena la divertente pièce  dell’autore romano, spettacolo però nato e morto il giorno stesso del proprio debutto.

Rivitalizzare quell’esperienza, raccogliere attorno a sé un gruppo di giovani attori provenienti da diverse realtà di formazione teatrale, mettere le basi per la creazione di un movimento produttivo privato votato a raggiungere una dimensione ampia e stratificata di pubblico e consensi sono pertanto i motivi che hanno spinto l’Associazione Culturale “Arknoah”, il suo presidente Massimo Buttò e l’autore del riallestimento Alessandro Scarcella (ottimo nella direzione degli attori e a dir poco esilarante, in scena, nell’interpretazione del tenore Palewski) a riprendere in mano quei testi e a portarli in tournée per la Sicilia.

Il nostro teatro si fa onoreGioiosa Marea, Brolo, Messina e Bivona (provincia di Agrigento) sono state così le tappe agostane di un itinerario umoristico che ha sempre raccolto risate ed applausi a scena aperta.
E, notizia avuta in questi ultimi giorni, anche due importanti premi, conferiti proprio dal Comune di Bivona. Domani sabato 26 settembre si terrà infatti, nel centro dell’agrigentino, una cerimonia che vedrà tra l’altro la premiazione di Maurizio Marchetti, Donato Castellaneta e Antonio Lo Presti per la Migliore Regia e di Alessandro Scarcella per il Miglior Riallestimento (premio speciale).

Merito del successo dello spettacolo va anche e soprattutto ai giovani attori della compagnia – tutti a proprio agio nella costruzione vivace e ritmata dei dialoghi di Campanile, così come nella divertente riproposizione di emblematici (stereo)tipi sociali ancora di grande attualità: in ordine alfabetico Marco Carroccio, Mauro Failla, Patrizia Ferraro, Simona Fiordaliso, Giulia Giordano, Maria Giovanna Marino, Federico Pandolfino, Mario Parlagreco, lo stesso Alessandro Scarcella, Adele Tirante e Ivana Zimbaro – ad una scenografia mai ingombrante, semplice ma efficace, firmata da Giuseppe Villanti, e alle fresche marcette d’epoca composte ed eseguite da due musicisti messinesi di grande talento ed esperienza come Giovanni Renzo e Orazio Corsano.