Abbiamo intervistato Rufus Barnes Miller, giovane chitarrista, da anni ormai al seguito di Sting.

D: Innanzitutto grazie per essere intervenuto ai microfoni di Messinawebtv, ci onora moltissimo. Dicci qualcosa di te?

R: Grazie infinite per questa intervista. Mi chiamo Rufus Miller e sono nato a Londra.

D: Quando hai iniziato a suonare la chitarra? Tuo padre è Dominic Miller, lo storico chitarrista di Sting. Quanto ha influenzato nella scelta di questo strumento?

R: Ho iniziato a suonare la chitarra all’età di 7-8 anni. Mio padre era già un chitarrista affermato, era spesso in tour ma quando era a casa trascorreva parecchio tempo ad insegnarmi ciò che sapeva. Il suo approccio è sempre stato molto “filosofico”. All’inizio imparavo molto lentamente, ma quando ho preso padronanza dello strumento ho capito il perché di tante cose.

D: E quali sono adesso le tue attuali influenze musicali?

R: Le mie influenze musicali attuali variano molto. Mi piacciono band della vecchia scuola degli anni Ottanta, come i Drab Majesty di Los Angeles, ma alla fine ripiego sull’heavy metal e sull’hardcore. Sono davvero ossessionato da questo tipo di musica. È strano, e divertente, il fatto che quando mi cimento a comporre, finisco per creare canzoni dalle sonorità pop…

D: Parlaci un po’ della tua esperienza con Sting. Cosa significa, per un giovane chitarrista come te, lavorare fianco a fianco con una leggenda come lui?

R: Lavorare con Sting è un’esperienza incredibile, per certi versi surreale perché lo conosco da quando avevo 5 anni! Poter suonare la sua musica è bellissimo e sicuramente la presenza di mio padre mi ha aiutato a crescere e maturare. All’inizio è stato abbastanza stressante, ero molto nervoso perché non è stato facile raggiungere un livello tale da poter suonare con un grandissimo artista come lui. Ogni giorno è speciale: dalla preparazione, al sound check fino all’esperienza mistica del concerto. In generale, a parte Sting, sono fortunato a poter lavorare con musicisti di grande esperienza.

D: Certamente, immagino l’emozione!
Voglio farti un’altra domanda: hai un rituale particolare prima di salire sul palco?

Rufus Barnes Miller

R: Beh, sì. Un po’ tutti noi abbiamo dei rituali particolari prima di esibirci. Siamo soliti bere tantissime tazze di tè (io preferisco il ginger tea). A me rilassa anche fare un po’ di meditazione, e questo me lo ha trasmesso Sting. È importante fare stretching, fare esercizi di preparazione alla chitarra, riscaldare la voce. Poi di solito ceniamo tutti insieme qualche  ora prima dello show e trovo che sia un momento di grande aggregazione.

D: Parliamo invece della tua musica. Di recente abbiamo apprezzato il tuo primo album da solista, intitolato Pop Skull e inciso lo scorso anno. Quali sono i tuoi programmi futuri da solista?

R: Grazie per aver apprezzato Pop Skull. Ultimamente ho inciso un singolo dal titolo Make It. Mi piace poter sperimentare generi diversi e combinarli insieme. Trovo intrigante la musica psichedelica, cattura l’attenzione. Cosa farò dopo? Spero di poter viaggiare di più, esibirmi di più con la mia musica e poi vediamo da cos’altro mi lascerò ispirare.

D: E dunque avremo la possibilità di vederti in Italia da solista?

R: Assolutamente sarebbe un sogno per me suonare la mia musica in Italia! Ciò di cui avrei bisogno adesso sarebbe avere la possibilità di fare più eventi da solista, anche mini tour.
Vediamo cosa succede nei prossimi mesi.