Nel largo “Fontana Arena”, sulla sommità di una piccola fontana che disseta con le sue fresche acque i passanti, si trova un grazioso puttino in bronzo modellato dallo scultore messinese Antonino Bonfiglio.

Questa fontanella decora un piccolo angolo di verde a forma triangolare posto tra via Boccetta e via G. Longo. Dagli abitanti del luogo è intesa come “Fontana Arena”, dal nome della famiglia che donò l’acqua al quartiere, a propria cura e spese.

LA FONTANA ARENA 01 Nell’opera “Il Quartiere Ottavo di Messina” leggiamo infatti che il toponimo ricorda la famiglia Arena proprietaria del luogo che, nel secolo scorso, in un periodo di grande siccità concesse al popolo di servirsi delle acque. Il Comune, riferisce Salvino Greco nel libro “Fontane di Messina”, per ricordare l’avvenimento, commissionò una statua allo scultore messinese Antonino Bonfiglio e questi scolpì e donò un puttino orciaiolo in pietra artificiale che, successivamente, a spese dei cittadini del quartiere, fu modello per una fusione in bronzo.

LA FONTANA ARENA 02 L’originale in pietra andò poi perduto. Franco Chillemi, in “I borghi di Messina”, definisce modesta ma gradevole la fontanella, la quale, sottolinea, inizialmente era ornata da un putto in pietra artificiale di Antonio Bonfiglio sostituito, in seguito, da una replica in bronzo. Salvino Greco la giudica di fattura gradevole ma non eccellente.

LA FONTANA ARENA 03 Questa statuina versante acqua da un panciuto vaso a forma d’anfora, rappresentando una delle opere “minori” e meno importanti del grande artista, può considerarsi, di contro, tra la foltissima schiera di sculture da lui eseguite, l’opera più gaia e genuina, pervasa di quella semplice e allegra spensieratezza, tipica del mondo felice dei bambini, i quali, con gioia e ottimismo, guardano fiduciosi verso il futuro, ansiosi, anzi, di potere accedere al mondo dei grandi.

LA FONTANA ARENA 04 Se per un attimo si immagina la fontana priva della graziosa statuina che l’adorna, si può intuire ed apprezzare il grande ruolo svolto dalla scultura che ne consente l’esaltazione e la vivificazione.

LA FONTANA ARENA 05 S’intuisce da quest’opera l’importante funzione sociale esercitata dalla scultura nella vita dell’uomo, il quale, sottolinea Gaetano Blandi nell’opera “Sculture di Messina”, intravede nella statuaria l’appagamento del suo istinto fondamentalmente materialistico, più propenso ad accettare e ad apprezzare raffigurazioni fatte a “sua immagine e somiglianza”, che a creare con la fantasia quegli effetti tridimensionali assenti, per esempio, nella pittura, la quale, pur essendo un’importantissima branca delle arti figurative, non ha il grande fascino della scultura che, sublimandosi nella statuaria, trasmette all’uomo immediate e intense sensazioni.

Oggi, nel quotidiano trafficato via vai tipico del viale Boccetta, possiamo ammirare questa semplice scultura, meta di innumerevoli persone che lì si fermano per godere di un attimo di sollievo grazie alle fresche acque che ancora sgorgano dalla fonte.E’ doveroso rendere merito alla famiglia Arena che, in un momento di estrema difficoltà, si fece carico di tale opera benefica, i cui servigi deliziano ancora adesso, con numerosi e freschi zampilli, gli accaldati pomeriggi messinesi.