Autentico successo il concerto tenutosi ieri sera al Castello di Milazzo per il tour “Letters to Bach”.

E pensare che ha rischiato di essere cancellato, a causa di un assurdo eccesso di rigore burocratico da parte della Commissione di vigilanza, che ha concesso agli organizzatori dell’evento solo 199 posti a sedere, a dispetto di una capienza di oltre 3000 spettatori.

Cantautrice, poeta, compositrice poliedrica,  capace di spaziare dal blues al jazz, dal pop a sonorità arabeggianti, percussionista, ambasciatrice di pace e attivista impegnata nel sociale, Achinoam Nini, in arte Noa, sta portando in giro per il mondo il suo ultimo lavoro discografico, intitolato “Letters to Bach” (Believe International) prodotto da Quincy Jones. L’album ripropone 12 brani musicali del compositore tedesco Johann Sebastian Bach, impreziositi da testi in inglese e in ebraico, interamente scritti da Noa, e ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale ad una dimensione più universale. “Letters to Bach” è un chiaro omaggio al compositore tedesco, grazie al quale l’artista è riuscita ancora una volta a trasmettere forti emozioni con la sua inconfondibile voce, raffinata ed elegante.

Questo nuovo disco ha un valore importantissimo per la cantante compositrice israeliana, una voce della pace e una delle più importanti sostenitrici culturali del dialogo e della convivenza in Israele, per il quale da tantissimi anni si batte non solo con la propria musica ma anche attraverso la partecipazione ad eventi e manifestazioni per mantenere sempre alta l’attenzione su quel particolare angolo di mondo, falcidiato da situazioni conflittuali.

Per tutto il concerto, voluto fortemente nonostante le enormi difficoltà organizzative, ha dimostrato di amare la città di Milazzo e il suo pubblico, non solo dalle parole che ha voluto dedicare dal palco, ma anche dallo sforzo di accompagnare ogni brano con delle brevi descrizioni lette in un ottimo italiano.

Diversi i brani proposti, tratti da una carriera lunga 27 anni, come “I don’t know” e “Uri”, seguiti da una dolcissima e struggente interpretazione di “Santa Lucia” per omaggiare la musica napoletana, alla quale è da sempre molto legata.

Nella seconda parte dello spettacolo, sempre elegantissima e delicata, ha presentato alcuni brani tratti dal nuovo disco: “The race”, “Little loving”, “Look at me”, “Vertigo”. Testi e sonorità assolutamente attualissimi ed emozionanti ma ispirati alla musica classica di Bach.

Il concerto si è concluso con il brano che fu colonna sonora del film “La Vita è bella” di Roberto Benigni, “Beautiful that way”.

Alla fine, foto e autografi per tutti.