La settantaquattresima cerimonia dei Nastri d’Argento ci ha offerto una traiettoria snella, elegante, con la conduzione di Anna Farzetta e in coda la vittoria di Marco Bellocchio e del suo ‘Traditore”, interpretato da Pierfrancesco Favino, insignito di ben sette nastri d’argento: miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio, colonna sonora, protagonista il già citato Favino e ‘non protagonisti’ Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane. L’edizione ha messo in luce la forza della giovane casa di produzione Groenlandia, una società indipendente fondata nel 2014 da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, il premio Hamilton behind the camera a Stefano Sollima e il contributo SIAE, tramite borse di studio, alle nuove leve della sceneggiatura italiana. Il cinema resta un’industria, un lavoro artigianale e corale, ma anzitutto un’avventura che i giornalisti, e il loro sindacato (SNGCI), circondano di affetto con un evento che va a collocarsi nei giorni caldi e meno propizi per il cinema, con l’idea di riportare il pubblico in sala per amore delle stelle.