“Perché fare memoria è importante…” è il titolo del convegno che si terrà sabato 21 settembre alle 19, nella Sala Antiquarium di Rodì Milici. Storie, testimonianze di vittime di mafia e aneddoti negli accidenti percorsi di verità saranno rievocati per mantenere vivo il ricordo degli innocenti che hanno perso la vita per mano mafiosa, in alcuni casi in circostanze ancora non del tutto chiare. L’incontro organizzato dall’associazione Pedalare vuole essere quasi una commemorazione di talune vittime inermi, sulle cui vite il cancro della nostra terra ha calato il sipario precocemente, lasciando nello sgomento familiari e amici, che ancora oggi cercano giustizia. Una giustizia che avanza troppo lentamente.

Costituita lo scorso 25 ottobre 2018 – ci spiega Filippo Campisi, presidente dell’associazione – e nata con l’obiettivo di diventare luogo di promozione sociale e culturale attraverso l’organizzazione di attività ricreative e di intermediazione con le amministrazioni locali, l’associazione ha voluto dedicare questo terzo evento all’imprescindibilità del mantenere vivo il dolce ricordo di coloro che sono stati falciati brutalmente e precocemente dalla mano mafiosa. Un argomento, purtroppo, sempre attuale, carico di criticità e la nostra società non può esimersi dalla responsabilità di giustizia.

 

A raccontare le loro testimonianze ci saranno: Angela Manca, madre di Attilio Manca, il brillante urologo barcellonese, definito un luminare a soli 34 anni, trovato morto nella sua abitazione di Viterbo dodici anni orsono, secondo la ricostruzione ufficiale, per overdose, ma la famiglia racconta un’altra storia, ha il sospetto che dietro si celi un omicidio mafioso e gli indizi sembrerebbero tanti; e Pietro Campagna, fratello di Graziella Campagna, uccisa a soli 17 anni nel 1985, storia diventata un film di Rai Uno “La vita rubata”. A dissertare sulla tematica ci sarà anche il professore e scrittore Luciano Armeli Iapichino, docente di filosofia e autore di diversi testi che testimoniano il suo impegno e la sua abilità critica e oratoria nel denunciare il vituperio della criminalità organizzata nella società contemporanea.

Obiettivo dell’evento, dunque, diffondere una maggiore conoscenza critica di ciò che è successo affinchè si mantenga vivo il protendersi allo sradicamento della criminalità in tutte le sue accezioni.

Non dimenticare è un dovere morale, prima ancora che civile.

È un atto fondamentale per imparare a riconoscere i focolai del male nella contemporaneità, perché memori di quanto accaduto possiamo lottare affinchè non succeda più. Per questo è importante non obliare, non abbassare la guardia, rimanere vigili e nutrire la propria coscienza di valori. Solo così sarà possibile esercitare lo spirito critico nei confronti di ciò che accade attorno a noi e riconoscere il male per tenerlo alla porta.

Conoscere affinché non si ripeta. Si spera!