Legami, attente ricostruzioni, ricordi che annodati l’uno all’altro restituiscono momenti della nostra storia e con essa un’opera musicale straordinaria. Sono alcuni dei passaggi della conferenza stampa svoltasi sabato 27 aprile 2019, in occasione del concerto sinfonico che, in serata, ha impegnato l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele al gran completo.

Un incontro al quale hanno partecipato il Vescovo ausiliare Mons. Cesare Di Pietro, il direttore artistico del Perosi Festival di Tortona, don Paolo Padrini, il Sovrintendente dell’Ente Teatro, Avv. Gianfranco Scoglio e il Direttore artistico della sezione Musica, M° Matteo Pappalardo.

L’esecuzione in prima mondiale di un’opera di Lorenzo Perosi, compositore di grande fama, di per sé è un evento; la dedica a Messina della Suite n.4 è motivo di orgoglio, ma soltanto riavvolgendo il filo storico ci si accorge dell’importanza della nostra Città.

Non è solo il terremoto del 1908 che anima lo spirito creativo di Perosi, è forte la spinta emotiva e l’affetto per una città ricca di bellezze artistiche ed intellettuali. Messina “è posta al pari di Roma, Venezia, Milano, le tre suites che la precedono. È un concerto di rilievo internazionale, che deve inorgoglire la Città” ha sottolineato il Sovrintendente Scoglio, con una punta di rammarico per il fatto che si fatichi a far comprendere la straordinarietà dell’evento, ma nella convinzione, sempre più forte, che “bisogna continuare a percorrere questa strada di giuste sinergie, per riscoprire ciò che di bello abbiamo”.

Tanti i legami tra don Lorenzo Perosi e Messina. Le sue visite alla nostra città hanno lasciato tante tracce, infatti, il Maestro era un instancabile scrittore di musica e sono numerose le testimonianze custodite negli archivi arcivescovili, dagli spartiti, alle cartoline con dediche musicali, alle composizioni annotate mentre era in viaggio verso la Sicilia.

Mons. Cesare Di Pietro ha rimarcato la vicinanza alla nostra Città del musicista nativo di Tortona mostrando una sua foto con dedica all’arcivescovo “ricostruttore” Mons. Angelo Paino, figura chiave nella rinascita post terremoto e post bellica di Messina. Inoltre, ha ricordato che la “Salve Regina” perosiana veniva eseguita frequentemente dai seminaristi diretti dal Maestro Alessandro Gasparini, indimenticato organista della Cattedrale. Quest’ultimo, trevigiano di nascita, accogliendo la proposta di Mons. Paino, scelse Messina come sua dimora di vita, divenendo un punto di riferimento musicale come maestro di cappella, organista del Duomo ed insegnante di pianoforte per tante generazioni di musicisti alcuni diventati di grande valore, uno per tutti, Giuseppe Sinopoli.

Tutto è collegato, se si vuole. Proprio per questo si è partiti dall’opera di valorizzazione di un autore “che chiede di essere riscoperto”, come ha detto il direttore del Perosi Festival di Tortona, don Paolo Padrini, per costruire “un’opera di lungimiranza, che vada oltre gli impedimenti di budget o di tempo ed abbia un alto valore educativo, di memoria storica e motivo di sano orgoglio italiano”.  Infatti, non sarà solo un concerto. Per dare continuità all’evento, la registrazione della prima esecuzione della suite “Messina” verrà incisa a cura della casa discografica Tactus e verrà distribuita a livello mondiale da Naxos Records. Al tempo stesso, verrà prodotto un video del concerto a cura del regista Fausto Caviglia e si sta pensando ad un’opera di riscoperta che coinvolga il Conservatorio “Arcangelo Corelli”.

Tante forze e tante sinergie sono state messe in campo per arrivare all’esecuzione di un’opera straordinaria, mai ascoltata, neanche dal suo autore perché, inspiegabilmente, caduta nell’oblio.

Tre i movimenti: andante, intermezzo-adagio e presto, che abbracciano quel tragico momento della città di Messina.

All’inizio, note notturne, insistenti e cariche di presagi, s’incupiscono sino al deflagrare della tragedia, sottolineata da timpani e piatti. Il racconto allora diviene carico di pathos; è un peregrinare alla ricerca di riferimenti, là dove tutto non è più come prima.

Messina non esiste più, le sequenze musicali sorvolano una situazione apocalittica, restituendo il clamore di una tragedia immane.  Già il primo movimento dà piena testimonianza della sensibilità non solo musicale di Lorenzo Perosi, che scrive la suite “Messina” per un moto di partecipazione fraterna alle vicissitudini della Città. Musica che sgorga dal cuore, che si alimenta di passioni e di condivisione sincera del peso doloroso della vicenda, non partitura di “maniera”, costruita sulla scorta dei reportage dell’epoca.

Il secondo movimento, intermezzo-adagio, è meditativo e fluente, rivolge lo sguardo all’introspezione rievocativa ed attinge ad immagini e ricordi riportandoli a galla grazie al fagotto, all’oboe ed al flauto che hanno una particolare capacità di attrazione e coinvolgimento. Infine, il terzo movimento, presto, può essere letto come un vigoroso incoraggiamento a rialzarsi e a riprendere il cammino della vita.

Fortunato chi ha partecipato a questo concerto, perché si è trattato della prima assoluta di un’opera bellissima che ha messo in piena luce la bravura dell’Orchestra del Teatro che, al gran completo, ha regalato un’interpretazione motivata e coinvolgente, sotto l’attenta conduzione del direttore Giuseppe Ratti. Il medesimo giudizio va applicato alla seconda parte del programma che ha proposto la Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36  di Petr Ilic Cajkovskij.

Non si può che dare ragione al direttore artistico M° Matteo Pappalardo, che si batte per proporre, nel programma di musica e danza, oltre a musical, opere e balletti, anche la sinfonica che è la “vetta musicale” in grado di qualificare e rafforzare l’esistenza della Orchestra del nostro Teatro. Una battaglia che, con la proposizione della suite “Messina”, ha registrato una vittoria sull’oblio e contro quelle forze, distruttive quanto il terremoto, che agiscono, più o meno consapevolmente, contro la Città.

 

Replica del concerto sinfonico domenica 28 aprile 2019 alle ore 17.30