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Si può conoscere durante questa settimana (dal 23 gennaio al 31), presso i locali del libro-bar circolo Pickwick, l’opera  dell’artista messinese Francis Misitano. Lui si definisce un quasi ottuagenario che per mantenersi giovane si dedica all’arte, di riciclo, anche perché gli serve da distrazione rispetto ad un dramma familiare: la moglie molto ammalata.
Il primo contatto con l’arte Misitano lo ebbe da giovanissimo; creava già a vent’anni. Ma lasciò quel magico mondo poco dopo per dedicarsi al lavoro di industriale: esportatore di prodotti agrumari dell’azienda familiare. Ha dunque girato il mondo, ma ha anche dovuto lasciare più presto del previsto dopo aver affrontato nel ’92 una cardiochirurgia per aneurisma aortico che l’ha quasi ucciso.
Così è tornato all’arte, trovando un collegamento alla gioventù attraverso le prime sculture in legno, che lui oggi guarda con tenerezza: Cuzco (’53), Rapa-nui (’55), Xingù (’56), ecc.
Il riaccostamento all’arte, da autodidatta, risale al ’96: 14 anni di intensa attività produttivo-espositiva, nella quale è costante il rapporto col mare che quasi lo seduce attraverso i suoi misteri. Così Misitano fa lunghe passeggiate sulla spiaggia trovando la materia prima per le sue opere: una pietra, un osso, un tronco, una lamiera arrugginita, una conchiglia, un vetro, un chiodo, ecc. Un altro suo punto di riferimento (oltre la natura tutta) è la foresta amazzonica, luogo visitato dal nostro artista più volte negli anni 70/80, che gli ha lasciato parecchie emozioni sedimentate nel tempo e che adesso sono il suo bagaglio emotivo. Altri materiali di riciclo usati da Francis Misitano sono polistirolo e poliuretano (più consistente del polistirolo), che fanno da base a molte delle sue opere realizzate con colori acrilici. Molto interessante a questo punto è descrivere il senso di un’opera in poliuretano e acrilici che si chiama “PAX: mappa di un continente che non c’è”. Non esiste sulla Terra un continente dove c’è la pace, e così l’artista ha dovuto inventare un continente che non c’è e chiamarlo “PAX”. La peculiarità di Misitano sta nel fatto che scegliendo i materiali già intuisce l’opera che ne scaturirà: se il materiale non gli suggerisce niente lo lascia. I suoi lavori sono intuizioni realizzabili.
Tra le varie opere segnaliamo “Genoveffa”, “Raffaello”, “Nandù”, “Paesaggio alpino”, “Sibilla”, “Zoo”. In particolare, l’opera “Zoo” è una raccolta di sculture in legno che raffigurano animali, tra i quali un serpente sinuoso e sensuale, nato da un tronco recuperato appunto in spiaggia. Il Misitano migliore lo ritroviamo proprio nelle sculture vere e proprie.
La sua filosofia, sia di vita sia nell’arte, è impegnarsi a fondo alla ricerca della perfezione e della eccellenza: “io le cose o le faccio bene o non le faccio.”