Nel mondo si registrano diversi flussi di migrazioni umane. Oltre 65 milioni di persone scappano dalla guerra e dalla povertà e più del 51 % sono minorenni. Sono coloro che in “burocratese” chiamiamo minori non accompagnati, l’anello più fragile di una catena di sofferenze. A loro e alle loro mamme è andato il pensiero di Santino Tornesi e del Coro dei Migrantes, che hanno interpretato un’intesa ninna nanna creola: “Vieni, vieni figlio mio non piangere, io ti canto la ninna , non devi avere paura”.

Video : Coro dei Migrantes

Non sembri strano che tutto ciò sia avvenuto nell’ambito dell’inaugurazione di una mostra. La terza, per la precisione, da quando il progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta ha preso possesso del foyer del Teatro Vittorio Emanuele.

L’artista che si metterà in gioco fino al 7 marzo 2019 è Giacoma Venuti, in arte Giko, messinese di nascita, ma da diversi anni lontana dalla propria indimenticata terra, con la quale ha sempre mantenuto un forte contatto affettivo.
La riprova di un legame mai alterato è stata la folla accorsa all’inaugurazione ed il flusso di  visitatori della mostra.  Non sono solo quadri, non è solo pittura , colore, tecnica. Non è una sola voce a narrare il racconto di questa mostra dal titolo “Le Grida Silenziose”, un ossimoro,  ovvero termini opposti che, tuttavia, proprio per questa loro contrapposizione riescono a restituire la complessità della vicenda.

 

È la triste odissea dei migranti che Giko racconta con gli strumenti dell’artista. Il blu diventa la sua voce, che racconta gli abissi, i vortici d’acqua che risucchiano vite, disperazione, urla e restituiscono silenzio. Un silenzio che si traduce ulteriormente in immagini e video clip. La ricerca interiore e d artistica  di Giko infatti  l’ha trasportata verso la digital art e la grafica computerizzata. Forme di espressione che mantengono l’incisività e la chiarezza che sono le cifre del messaggio dell’artista.

Tuttavia, resta fortissima l’attrazione che esercitano i suoi quadri. In alcuni si ha l’impressione di scendere in apnea nelle profondità marine, al di sotto di gigantesche meduse, e solo quando si risale per riprendere respiro ci si rende conto del viaggio immaginifico compiuto. O seguendo l’attrazione ipnotica di un profeta, concentrato sul proprio sapere, che ci attira perché è la vita che va verso la luce ed il colore.

 

È una mostra che offre interessanti spunti artistici e risvolti culturali ed umani da condividere con Giacoma Venuti che, con attenzione e generosità, è pronta a confrontare le proprie chiavi di lettura con le “visioni” degli spettatori.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 22 febbraio al 7 marzo nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.