Ventidue anni possono essere solo un piacevole dato anagrafico, ma se coniugati ad una sensibilità al di fuori del comune, alla capacità visionaria di tradurre il vissuto in arte, ad una maturità culturale allenata all’introspezione e allo studio, sono segni evidenti della nascita di una “stella”.

Nel caso di Giuseppe Raffaele è un evento già acclarato, che Opera al Centro, il progetto creato da Giuseppe La Motta, e il critico d’arte Mosè Previti, che ha curato il catalogo e presentato la mostra, hanno il merito di riportare sotto i riflettori con l’esposizione “Presente Umano”, inaugurata sabato 9 marzo 2019 nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele.

Dalla precedente personale, “Humanity”, svoltasi nel 2017, il percorso formativo di questo giovane artista ha aggiunto altre importanti tappe. Classe 1996, ha frequentato il Liceo Artistico Ernesto Basile di Messina, indirizzo Arti figurative, dove ha cominciato a sperimentare il suo linguaggio sia in pittura che in scultura; tra pochi giorni affronterà l’esame di laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Poi, gli studi e la passione lo porteranno all’Accademia di Brera, a Milano, un palcoscenico che non potrà che mettere in luce le sue doti ed essere un trampolino di lancio verso il mondo.

“Presente Umano” prosegue il ciclo dedicato al sociale dalla sezione artistica del Teatro Vittorio Emanuele; un trittico di esperienze che focalizza l’attenzione sul tema della migrazione umana. Dopo “Le Grida Silenziose” di Giko, il racconto si diversifica ed arricchisce grazie alle 22 sculture create da Giuseppe Raffaele.

La scintilla è scaturita da diversi mesi di lavoro svolto presso l’associazione Wind of change, che si occupa di insegnare l’italiano agli immigrati e propone loro attività ricreative e sociali.  Giuseppe Raffaele ha seguito gli ospiti stranieri in un laboratorio d’arte e da loro ha captato le testimonianze delle dolorosa migrazione. Non si è trattato di lunghe discussioni, la differenza linguistica non lo ha permesso, ma di uno scambio, spesso minimale, fatto di cenni e di disegni. Una comunicazione basata sulla condivisione, sulla fiducia ritrovata e sull’arte.

Nascono così le opere che costituiscono l’itinerario di “Presente Umano”, tutte collegate da un elemento: il ferro. È un materiale emblematico per Giuseppe Raffaele, elemento basilare che collega l’esperienza formativa con Filippo Malice, suo insegnante, alla chimica della sua vita artistica.

Dal fil di ferro è passato all’uso del tondino. Con esso nell’edilizia si creano le strutture portanti di case e di muri. Invece, nelle sculture in mostra, il materiale ferroso dà voce ad un dolore e a una denuncia, perché rappresenta “le esistenze scarnificate, gli scheletri privati della possibilità di avere muscoli, carne, di vivere”, così l’autore descrive, con sincera partecipazione, le sue creazioni.

 

“Cosa si è fatto? Cosa si poteva fare? Una nota di sofferenza echeggia tra le sculture, testimonianza delle occasioni di salvezza rimaste “bloccate”, quindi inutili, come il martello che dovrebbe servire ad aprire l’armadietto con il giubbino salvagente, ma è inchiodato alla parete; come l’appendiabiti, con i teli di primo soccorso. Piegato ed in equilibrio precario, diventa il simbolo dell’inadeguatezza dell’azione d’aiuto e dell’inefficienza della politica italiana e del resto del mondo. Come il luccicare aureo, che ritorna in molte composizioni, emblema della ricchezza e, al tempo stesso, della mercificazione.

Giuseppe Raffaele ha un linguaggio artistico completo, articolato e di straordinaria chiarezza.

Quando si parla con lui è evidente averlo vicino e al tempo stesso avere la sensazione che stia parlando da altre dimensioni temporali, più avanti, più evolute, per noi comprensibili, ma ancora da raggiungere.

È un esploratore, uno straordinario “disegnatore del vuoto” – secondo la sua geniale definizione – e da questa immensa base creativa deve illuminarci altri magnifici percorsi che, ancora, non conosciamo.

 

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’ 9 al 19 Marzo nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.