Torna con una serie di appuntamenti imperdibili e workshop, Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Orca Festival, che nella sessione di settembre (Horcynus Lab Festival, dal 16 settembre all’8 dicembre), ospiterà numerosi seminari internazionali che avranno come tema il cambiamento climatico.

Una donna vestita di bianco ricama una grande tela nelle acque dello Stretto: è Giovanna Giachetti, la cui opera Ricucire il mare, è da ieri esposta presso il museo Macho. A presentare l’installazione, la storica dell’arte Martina Corgnati, responsabile delle iniziative di arte contemporanea Incontri mediterranei: il quinto punto cardinale.

Riusciamo a cogliere, attraverso il video mostrato in sala, la bellezza della performance: immersa nelle acque dello Stretto, Giovanna Giachetti, artista italo-francese, ha realizzato per alcune fasi la cucitura dell’enorme drappo in mare, utilizzando materiali di scarto riabilitati. Sulla parte superiore dell’installazione, il volto di Penelope ci scruta: l’instancabile tessere della consorte di Odisseo è preso come modello in un’opera il cui intento è ricucire il mare. Così scrive G.G.: Come Penelope governò il suo destino tessendo il sudario di Laerte, padre di Ulisse; così io ricucio il mare per governare il destino degli oceani. Ripeterò questo gesto in tutte le acque possibili fintanto che avremo restituito la purezza a tutti i mari del pianeta. La Terra siamo noi”.

L’attenzione è rivolta all’ambiente e alla crisi ecologica che coinvolge tutti. Come ricucire il mare se non continuando, sull’esempio di Penelope, a tessere senza sosta la propria tela? Ed è questo il motivo per il quale Ricucire il mare  non rimarrà nei locali del Macho – come spiega la curatrice Martina Corgnati- ma viaggerà assieme all’autrice. Al Macho verranno nel frattempo custoditi i video delle performances che la Giachetti realizzerà in giro per il mondo.

Un’opera in fieri che traduce concretamente l’impegno nel gesto -divenuto esibizione  artistica – di ricucire, rattoppare, rinsaldare quello che l’uomo, incurante della  salvaguardia del proprio ambiente, ha diviso, staccato, lacerato.

Arte, impegno etico e ambientale per un’estetica contemporanea che attinge alla sensibilità del mondo classico e  si rende protagonista del nostro tempo, verso il quale rivolge un appello che parla di consapevolezza, responsabilità e futuro sostenibile.