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Inaugurata ieri la mostra “Le adorazioni dei pastori a confronto”. La tela di Rubens in città fino al 15 marzo.
“Rubens ha sempre cercato di incontrare Caravaggio. Nel 1606 arriva a Roma per cercarlo, ma in quel periodo Caravaggio è a Messina, uno dei tanti luoghi che l’artista  toccò cercando di sfuggire alla condanna a morte, dopo essere rimasto coinvolto nell’omicidio di un uomo durante una rissa. Nel 1607 Rubens compra una tela dell’artista, La Morte della Vergine, rifiutata dai committenti perché ritenuta indecorosa per via della rappresentazione di una Madonna con il ventre gonfio e le gambe scoperte. È un passaggio importante: l’aver acquistato il quadro non significa soltanto che Rubens apprezza le opere di Caravaggio, bensì che ne comprende il significato e il valore. Nel 1608 Rubens e Caravaggio dipingono entrambi una tela raffigurante l’adorazione dei pastori. Caravaggio muore nel 1610, prima che Rubens riesca ad incontrarlo.
Sono passati quattro secoli e oggi, attraverso queste due opere, Rubens può finalmente esaudire il suo desiderio”.
Con queste parole il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi ha presentato ieri un evento culturale che è già diventato il simbolo di una rinascita culturale per Messina: il Museo Regionale della città ospiterà fino al prossimo 15 marzo L’adorazione dei pastori di Rubens accanto a quella del Caravaggio; non si tratta solo di una mostra, si tratta di un incontro storico tra due artisti che rivivono attraverso le loro opere.
L’iniziativa ha registrato un grande successo di pubblico, in un teatro Vittorio Emanuele affollato e conquistato da uno Sgarbi che spazia dall’arte alla politica con una ironia e un estro senza pari, contenendo mirabilmente la trivialità alla quale ci ha abituati in qualità di telespettatori.
A conclusione della lectio magistralis, durante la quale il sindaco di Salemi si è soffermato ad analizzare le analogie e le differenze tra le due tele, la folla si è spostata al Museo per l’inaugurazione della mostra, approfittando anche di alcune auto messe a disposizione da una concessionaria cittadina e dei tram predisposti dall’ATM.
La volontà che questa sia solo una delle molte iniziative culturali previste per riportare la città di Messina alla ribalta è stata confermata anche dalle autorità presenti, tra i quali il Sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, il Presidente Lombardo e l’Assessore regionale ai Beni Culturali, Giovanni Ardizzone, tutti visibilmente orgogliosi della riuscita dell’evento e concordi nel ribadire che esiste un forte impegno di energie e di risorse per  la valorizzazione del patrimonio culturale non solo messinese, ma siciliano in genere.
Si è fatto cenno, in proposito, a quelli che dovrebbero essere i prossimi appuntamenti per Messina: una mostra sulle opere del Montorsoli e una su quelle del Gaggini; si tenterà inoltre di portare a Messina la mostra di Picasso che sarà prossimamente ospitata a Palermo.
Non ci è dato sapere se tutto questo realmente avverrà;  se davvero la cultura a Messina sia sul punto di rinascere. Di sicuro tutta quella gente che ieri ha invaso prima il Vittorio Emanuele e poi il Museo ha dimostrato in maniera inequivocabile che ne avrebbe davvero voglia. E quando Sgarbi ha concluso dicendo che a Messina ci sono i due dipinti più belli del Caravaggio e che questo dovrebbe essere “motivo d’orgoglio non solo locale, ma anche nazionale e mondiale”, in fondo un po’ di orgoglio deve averlo provato.