Al via ieri l’Horcynus Festival all’interno della suggestiva cornice dell’omonimo parco.

Un calendario ricco di appuntamenti che animeranno la zona del Pilone fino al prossimo settembre: reading, mostre, proiezioni di cortometraggi ma anche concerti ed incontri con autori.

Una rassegna culturale all’insegna del tema “metamorfosi”, che quest’anno si apre con una fortunata ricorrenza: i venti anni della casa editrice siciliana Mesogea. La serata di ieri, organizzata all’interno del Cortile del Complesso monumentale, ha visto l’attenta partecipazione di curiosi e appassionati di poesia che hanno apprezzato la presentazione dell’opera Sfrimma, raccolta di poesie di Enzo Mancuso, edita da Mesogea. Canzoniere di poesie in dialetto siciliano e testo a fronte in italiano, i versi del poeta di origini nissene non perdono la loro forza espressiva nemmeno dopo l’accurato processo di italianizzazione; inutile dire però che ieri è stata l’occasione per ascoltarli rigorosamente in siciliano.  Particolarità dei testi di Mancuso è la loro duttilità a farsi canzone, a trasformarsi in parola cantata, recando in sé atmosfere nostalgiche e malinconiche che sanno di ieri.

Tra lo Jonio e il Tirreno, il Parco accoglie le suggestioni e le trasformazioni dell’arte. Esperienze diverse che si fondono e si intrecciano: parole e musica, poesia e canzone, la vita in Sicilia ieri e il ricordo, trasfigurato in modi diversi nella memoria di ognuno.

È lo stesso Mancuso (chitarra e voce), insieme al fratello Lorenzo (voce ed armonium) a condurci nel loro mondo, che è poi anche il nostro, quello di una Sicilia lontana, passata, ma della quale sentiamo vibrare ad ogni nota il fascino del ricordo.