“E’ una grande emozione debuttare come regista nella mia città, Catania. E’ un desiderio che si avvera ricevere l’opportunità di curare un’opera influenzata dall’arte giapponese”, dichiara Lino Privitera, che per il Teatro Massimo Bellini di Catania firma regia e coreografia dell’opera pucciniana Madama Butterfly. Si tratta di un nuovo allestimento scenico del Teatro Massimo Bellini di Catania, in prima rappresentazione il 10 maggio 2019.

“La solitudine in cui cade Cio-cio-san – aggiunge Lino Privitera – rappresenta l’insopprimibile esigenza di conservazione della vita sociale. Un grande amore ha infervorato Madama Butterfly, ma non basta a trattenere Pinkerton dal ritornare nel mondo occidentale, neppure a giustificarla innanzi alla famiglia d’origine che la rinnega in nome della perpetuazione delle tradizioni”. L’intuizione registica si risolve esteticamente nella ricerca dell’essenza del folclore giapponese. La scena iniziale è karmica: quando il sipario si apre, l’azione comincia nel silenzio dell’orchestra, con Cio-Cio San che si allontana dalle anime dei suoi avi (ottoké), rappresentate da sei danzatori che si muovono plasticamente ispirati allo stile butoh, mentre un pullulare di farfalle di origami anticipa la speranza di rinascere nei ricordi del figlio.

Alfredo Corno, scenografo e costumista di questa nuova produzione, racconta di essere stato “attento a non cadere nei luoghi comuni delle giapponeserie tuttavia pur senza prevedere uno spostamento di epoca o di luogo. Niente tetti a pagoda, per intenderci, e costumi ispirati a Mariano Fortuny, il pittore-stilista-artista che proprio negli anni in cui nasceva Madama Butterfly inventò il Delphos, un elegantissimo tubino in seta plissettata sopra il quale proponeva ampi soprabiti tagliati a kimono (o kimono originali), eliminando obi e fiocchettoni dorsali che le figlie del sol levante portano (o portavano) con squisita eleganza ma che potrebbero risultare innaturali indossati dalle occidentali interpreti del nostro spettacolo”. “Le scene – aggiunge Alfredo Corno – assecondano la concezione romantica del rapporto natura-emozioni: grandi foglie dorate, pirotecniche e gioiose al momento delle nozze; i tre lunghi anni di attesa saranno testimoniati dalla crescita di un grande salice piangente e, al cadere delle ultime illusioni della protagonista, anche le sue foglie cadranno; fondali che ricordano lo sfondo di alcuni quadri di Klimt”.

La visione registica di Lino Privitera è confortata da Giorgio Fabio Colombo, professore associato di Diritto comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Nagoya in Giappone, che all’opera pucciniana ha dedicato il libro “L’Avvocato di Madama Butterfly” pubblicato con Obarrao Edizioni. Spiega il professore Colombo: “Nonostante le imprecisioni verosimilmente dovute all’entusiasmo per il Japonisme, il libretto della Madama Butterfly è molto affascinante per il giurista. L’opera è ispirata da un libro scritto nel 1887 e relativo a eventi del 1885: il periodo fra il 1885 e il 1904 vide un incredibile cambiamento del diritto in Giappone. Nel 1885 infatti il sistema giuridico giapponese era ancora in turbolenta e disarmonica evoluzione, nell’aspirazione di raggiungere presto la modernità; ma nel Giappone descritto da Giacosa e Illica e magistralmente messo in musica da Puccini, la condizione degli stranieri come Pinkerton è radicalmente cambiata. Per concludere, la povera Butterfly, una quindicenne sedotta e abbandonata, avrebbe avuto un caso vincente in tribunale: avrebbe potuto ottenere la dichiarazione di nullità del secondo matrimonio di Pinkerton; la sua prosecuzione per bigamia; supporto economico per lei e per il figlio. Ma Butterfly non voleva nulla di tutto ciò: voleva solo essere amata. E sfortunatamente nessun giudice, per quanto bravo, serio e impettito può pronunciare una sentenza che ordini di amare”.

 

Primo Cast

Madama Butterfly (Cio-Cio-San) Daria Masiero

Suzuki Ilaria Ribezzi

Kate Pinkerton Sabrina Messina

F.B. Pinkerton Raffaele Abate

Sharpless Enrico Marrucci

Goro Enrico Zara

Il principe Yamadori  Gianluca Failla

Lo zio bonzo Francesco Palmieri

Il commissario imperiale  Salvo Di Salvo

L’ufficiale del registro Gianluca Failla

 

Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini

Direttore Gianna Fratta

Maestro del coro Luigi Petrozziello

 

Nuovo allestimento scenico con sopratitoli in italiano e in inglese a cura di Prescott Studio, Firenze, con Inserra Chair (Montclair State University) e ICAMus, USA

Durata: 3 ore (con due intervalli)

Prima rappresentazione: Venerdì 10 maggio 2019 ore 20:30

Repliche:

Sabato 11 maggio

Domenica 12 maggio

Martedì 14 maggio

Mercoledì 15 maggio

Giovedì 16 maggio

Venerdì 17 maggio

 

Lino Privitera: regista, coreografo, maitre di ballet

… Comincia a studiare danza classica a Catania presso la scuola di Donatella Capraro, e si diploma a Roma al centro di perfezionamento di Renato Greco. Come regista, si forma al fianco di Hugo de Ana. Negli anni ha approfondito anche lo studio del pianoforte.

 

Nella foto: il regista Lino Privitera