Multiculturalismo e sport: la valorizzazione delle differenze”: questo il tema del convegno che si è tenuto quest’oggi, martedì 7 maggio, nell’aula Pugliatti del Dipartimento di Giurisprudenza, presso l’Università di Messina.

L’iniziativa, organizzata congiuntamente dall’Ateneo peloritano, dal CUG – Comitato Unico di Garanzia – e dal CUS UniMe, vuole celebrare la V edizione della manifestazione sportiva “Un calcio al razzismo – Uniti con lo sport”, evento che dal 2015 sostiene la cultura dello sport nella lotta alla discriminazione razziale. I principali promotori dell’iniziativa sono stati affiancati da diverse realtà associative locali, quali l’US ACLI di Messina, l’Associazione BIOS, l’Associazione Panathlon Club di Messina e Messina nel Pallone, la cui collaborazione è stata testimoniata dai rappresentanti delle stesse, partecipi all’incontro.

Svariati i docenti afferenti a diversi Dipartimenti universitari che hanno preso parte al convegno; presente anche un nutrito pubblico di studenti accorsi per assistere. Ai saluti istituzionali portati dai presidenti delle varie associazioni che hanno patrocinato la manifestazione, ha fatto seguito l’intervento introduttivo del prof. Carlo Giannetto, docente del Dipartimento di Economia e Vice Presidente del Comitato Unico di Garanzia, che dell’iniziativa è l’ideatore. Il tavolo dei relatori, coordinati dalla prof.ssa Concetta Parrinello, Presidente del Comitato Unico di Garanzia, era composto dai proff. Maria Catena Quattropani, docente di Psicologia clinica; Francesco Rende, docente di Diritto sportivo; Giuseppe Avena, docente di Statistica sociale; Antonella Cava, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi; Giovanna Spatari, Delegata alle Politiche di Genere; Daniele Bruschetta, Delegato alle attività sportive e Fabio Trimarchi, Coordinatore del CdS in Scienze Motorie Sport e Salute; sono intervenuti anche il dott. Antonino Micali, Presidente del Cus UniMe ASD; il dott. Antonino Scimone, Presidente US ACLI di Messina ed il dott. Carmelo Lembo, Presidente dell’Associazione Bios. Le conclusioni sono state affidate al prof. Ludovico Magaudda, Coordinatore del CdSM in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate. A conclusione dell’evento un torneo di calcio a 7, appendice sportiva dell’iniziativa, in programma oggi e domani a partire dalle 15, presso la Cittadella sportiva universitaria. Come negli anni precedenti, questa quinta edizione vedrà la partecipazione di 10 squadre composte da studenti universitari, giovani migranti, giornalisti e rappresentanti di organizzazioni no profit.

Quella promossa stamani è un’opportunità per meditare su stereotipi e pregiudizi identitari e diffondere una società inclusiva, rispettosa del valore della pluralità e della diversità, che dello sport ne faccia uno strumento di confronto e condivisione.
Nell’intero convegno si sono susseguiti spunti di riflessione sul fenomeno delle “differenze” e sulle sue molteplici articolazioni: il rifiuto e la paura dell’altro sono stati declinati nella storia e nell’attualità e spiegati come prodotti culturali testimoniati dalla storiografia. Si è posto l’accento sul modo in cui lo sport, nelle sue varie sfaccettature, possa valorizzare le differenze e trasformarle in risorse. L’obiettivo principe della manifestazione è per l’appunto promuovere lo sport al fine di favorire l’inclusione e l’integrazione dei migranti di prima e seconda generazione sul territorio e così contrastare il razzismo e l’intolleranza. Punto di partenza è il cambio di prospettiva: necessario, cioè, guardare alla diversità come a un’importante risorsa da rivalutare e potenziare.