Mostra nessun senso di soggezione il Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone, scegliendo un’opera sperimentale secondo lo stile Contemporaneo come primo titolo del nuovo Cartellone. L’ente palermitano inaugura infatti la Stagione lirica 2019 con una coproduzione che ha unito l’estro del regista Fabio Cherstich alla poetica del collettivo di artisti russi AES+F (composto dagli architetti Tatiana Arzamasova e Lev Evzovich, dal designer Evgeny Svytsky e dal fotografo Vladimir Fridkes). Il risultato è un originale allestimento che punta a trasformare la forma in contenuto, per raggiungere l’unità di linguaggio e di immagini. Ecco come, nelle parole del regista Cherstich in conferenza stampa.