Via Camiciotti Con questo nome derivato dalla piccola blouse che indossavano, venivano indicati dei giovanissimi volontari che nel 1848 combatterono per la difesa di Messina.

Essi, dopo aver resistito validamente ai poderosi reggimenti svizzeri, al servizio dei borboni erano stati costretti ad asserragliarsi nel convento della Maddalena, la cui area è oggi occupata dalla vicina casa dello studente. È qui si mattarono con tale foca e coraggio che le truppe nemiche furono gravemente decimate.

Invaso l’edificio, i camiciotti continuarono a lottare negli androni e nei corridoi finché non furono ridotti in pochissimi e stremati di forze attorno al pozzo del convento. Allora, con immenso sprezzo della vita, anziché arrendersi, si buttarono a capofitto nel pozzo, trovando la morte. Questa gloriosa pagina della resistenza messinese non ebbe purtroppo la risonanza che il coraggio di quei prodi avrebbe meritato.

Anche il nome di questi valorosi rimase sconosciuto. Soltanto di sette di loro fu tramandato il nome: Antonino Bagnato, Carmelo Bombara, Giuseppe Piamonte, Giovanni Sollima, Diego Maugeli, Pasquale Dianisi e Nicolò Ruggeri.