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Lo scorso mese abbiamo parlato della spiaggia di Pistunina che nonostante il divieto di balneazione a causa dell’inquinamento viene abitualmente usata dagli abitanti del paese.

Oggi ci troviamo parlare di una zona che pur essendo a forte vocazione balneare si trova in uno stato vergognoso, ovvero il lungomare e la spiaggia di Santa Margherita. Benché la stagione turistica sia ormai alle porte e i lavori di realizzazione di tutta la struttura siano stati terminati solo da un paio di anni, la situazione della passeggiata è alquanto degradata. Se la pavimentazione si mantiene in buono stato e non mancano i posti per parcheggiare le auto, a pagare il peso dell’abbandono sono per esempio le aiuole. Lungo la parte più trafficata della via le palme brasiliane sono completamente morte e in alcuni casi sono sparite. A nulla infatti sono servite le cure dei cittadini della zona che si erano organizzati per innaffiare le piante nel periodo più cado dell’anno; le palme sono andate irrimediabilmente verso la scomparsa. In questo modo le aiuole sono diventate piene di erbacce e rifiuti, creando uno spettacolo non proprio adatto ai vacanzieri. Ma questo non è il problema più grave, infatti, se si passa nella parte inferiore della strada che porta alla piaggia, insieme alle numerose scale che arrivano direttamente sulla sabbia, la condizione peggiora notevolmente. Le pareti sono ricoperte di erbacce che crescono rigogliose tra i rifiuti che abbondano rendendo difficoltoso il transito verso il lido. Ma la situazione della spiaggia non è migliore infatti le mareggiate hanno portato quantità ingenti di rifiuti come canne e pezzi di legno. Ma ben più pericolosa è la spazzatura lasciata dagli incivili come si più notare da bottiglie di vetro e lattine che rendono davvero pericoloso anche solo passeggiare a piedi nudi sulla sabbia. Oltre a ciò non mancano pezzi di metallo e chiodi arrugginiti che fanno diventare pericolosissimo il luogo per i bambini. Ma oltre a questo rimangono sulla sabbia rifiuti particolari che probabilmente risalgono al disastro dell’alluvione, che ha riversato sulla spiaggia tutto quello che ha portato via dalle case delle vittime. Quando si deciderà di bonificare nuovamente il territorio per rendere davvero fruibile il lido da parte di tutta la cittadinanza? E se sono già iniziati i lavori di pulitura e di organizzazione della struttura balneare che ogni anno si forma sul litorale quando questi lavori saranno ampliati alla parte pubblica? Ecco dunque una nuova occasione da non perdere. Bonificando questo territorio aumenterebbe la partecipazione dei cittadini che vivono in tutta la parte sud di Messina; la zona inoltre potrebbe essere meglio sfruttata a fini turistici visto l’indiscussa bellezza di un panorama eccezionale e di un mare unico nel suo genere. Speriamo che l’amministrazione si mobiliti nel più breve tempo possibile per permettere ai cittadini di godere pienamente di un loro bene senza il pericolo di incidenti che per le odierne condizioni sono inevitabili