Julie Meyer è un’imprenditrice insignita della prestigiosa onorificenza britannica dell’MBE, Member Of British Empire, per i meriti e il servizio svolto nel campo dell’imprenditorialità nel Regno Unito. “Dal 1988 – dichiara Julie – contribuisco alla costruzione e alla crescita dell’ecosistema imprenditoriale in Europa”. Con questo spirito ha organizzato a Taormina, dal 21 al 25 luglio 2019, il summit di centocinquanta investitori e influencer provenienti da ogni parte del mondo.
La nuova cultura imprenditoriale è globale e sovranazionale, vale a dire sviluppa le sue aziende dove trova convenienza in termini di mercato e finanza. Il principale effetto di questa organizzazione economica è l’ipermobilità che, a sua volta, sta producendo conseguenze sulla formazione dell’identità o soggettività, dando luogo a un nuovo fenomeno etnografico e antropologico definito Neo-Nomadismo. Sull’argomento, ad esempio, lo studioso Anthony D’Andrea nella sua ricerca dal titolo “Neo-Nomadism: A Theory of Post-Identitarian Mobility in the Global Age” è giunto alla conclusione che “il neo-nomade è sia un fenomeno che un concetto che ci consente di ripensare i modelli di formazione della soggettività nella globalizzazione”.
Il summit organizzato a Taormina da Julie Meyer tende a partecipare al processo di fondazione della Global Entrepreneurial Culture, Cultura Imprenditoriale Globale intesa come superamento tanto del liberismo sfrenato quanto da tentazioni reazionarie, come dichiara (VIDEO) l’editore di Startupbusiness.it Emil Abirascid.