Ieri sera alle 21 dopo una giornata di incontri e fibrillazioni viene recapitata alla stampa la seguente

NOTA DEL SINDACO E DELLA GIUNTA

“L’Amministrazione comunale, avuto notizia del rinvio a giudizio del dr. Termini, per motivi esclusivamente inerenti la sua professione, e nonostante essi siano del tutto estranei alla attività di presidente di AMAM, ha comunque chiesto al professionista amministratore di rassegnare le dimissioni da Presidente della azienda partecipata dal Comune.
Auguriamo che il dr. Termini possa dimostrare la sua estraneità ai comportamenti addebitatigli.
Il rigore estremo di tale richiesta è da intendere quale espressione del senso di responsabilità istituzionale che chiunque eserciti una funzione pubblica deve testimoniare per escludere qualsiasi ipotesi di mancanza di serenità nell’esercizio delle funzioni stesse.
La decisone è dunque conferma della massima trasparenza che ha sempre contraddistinto l’azione di questa Amministrazione e quale evidente dimostrazione dell’assoluta serietà dei percorsi di legalità e dello spirito di servizio da sempre intrapresi per la garanzia della città e della qualità della azione amministrativa.
Nel ringraziare il dr. Termini per il generoso lavoro svolto, l’Amministrazione garantisce la cittadinanza nella continuità dell’azione positiva dell’azienda.”

Fin qui l’Amministrazione ma Termini aveva già detto “dimettermi, e perché?”

Dopo la presa di posizione ufficiale, ma inevitabile, da parte della Giunta bisognerà vedere cosa farà il Presidente Termini, già “pupillo” di Accorinti.

Non basterà sicuramente un comunicato stampa.
Il braccio di ferro, o la guerra, sembra essere appena iniziato!

In mattinata si è auta conferma della ferma decisione di Termini ad accettare lo scontro e non dimettersi.

Precisato il fatto che le eventuali dimissioni di Termini non evidenzirebbero una “ammissione di responsabilità”, che resta tutta da dimostrare in Tribunale, la città si attenderebbe “un gesto di responsabilità” e si ritrova invece davanti un “gesto di arroganza“: ne tenga conto, anche per il futuro, Renato Accorinti perchè i collaboratori devono essere conosciuti da chi sceglie e non ci si può basare su belle parole ed empatia, la politica è altra cosa…

Infatti in molti si chiedevano da tempo di quali “meriti particolari” potesse godere Termini da nominarlo “esperto” e che tipo fiduciario-politico potese avere con una “Giunta dal basso” un uomo legato a doppio filo a “quellicheceranoprima” ed in particolare a Buzzanca