AURORA-Sito d’Informazione Geopolitica ha tradotto, a cura di Alessandro Lattanzio, l’articolo di Andre Vltchek dal titolo “L’Europa in declino irreversibile, le elezioni europee ne sono la dimostrazione!“.
Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È creatore di Vltchek’s World in Word and Images e autore di diversi libri, tra cui la Cina e la civiltà ecologica. Scrive soprattutto per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Di seguito un estratto dell’articolo, relativo al commento sulla situazione politica italiana:
“L’Europa, “vecchio” continente colonialista, sta decadendo e in alcuni punti addirittura collassa. Sa come peggiorano le cose. Ma non pensa mai che sia colpa sua. Anche il Nord America sta decadendo, ma lì le persone non sono nemmeno abituate a fare confronti. Loro “sentono solo che le cose non vanno bene”. Se tutto il resto fallisce, cercano semplicemente di ottenere un secondo o terzo lavoro e sopravvivere in qualche modo. […] L’Italia si nota leggermente diversa. Di nuovo, ho incontrato grandi pensatori di sinistra; filosofi, professori, cineasti, giornalisti. Ho parlato all’Università La Sapienza, la più grande università d’Europa. Ho tenuto conferenze sul Venezuela e sull’imperialismo occidentale. Ho lavorato con l’ambasciata venezuelana a Roma. Tutto ciò era fantastico e illuminante, ma era davvero l’Italia? Un giorno dopo aver lasciato Roma per Bayrut, gli italiani andavano alle urne. E tolsero il sostengo ai miei amici del Movimento 5 Stelle, lasciandoli con poco più del 17%, mentre raddoppiavano il sostegno all’estrema destra della Lega Nord. Questo è successo praticamente in tutta Europa. Perdevano i laburisti del Regno Unito, mentre le forze della Brexit di destra avanzavano in modo significativo. I partiti di estrema destra, anche quelli vicini al fascismo, raggiungevano livelli inaspettati. Era solo politica del “io, io, io”. Un’orgia di “selfie politici”. Ne ho abbastanza di immigrati. Voglio benefici maggiori. Voglio migliori cure mediche, orario di lavoro più breve. E così via. Chi paga, nessuno in Europa sembra preoccuparsene. Non ho mai sentito nessun politico europeo lamentarsi del saccheggio della Papua Occidentale o del Borneo, dell’Amazzonia o del Medio Oriente, per non parlare dell’Africa. E l’immigrazione? Non abbiamo sentito nulla di quella seccatura dei rifugiati europei, milioni, molti illegali, scesi negli ultimi decenni nel sud-est asiatico, nell’Africa orientale, nell’America latina e persino nel subcontinente? […] Le recenti elezioni europee mostravano chiaramente che l’Europa non si è evoluta. Per innumerevoli secoli bui, visse solo per proprio piacere, uccidendo milioni di persone per sostenere il proprio stile di vita elevato. Oggi, cercando di agitare il suo sistema politico e amministrativo, in modo che possa continuare a fare la stessa cosa. Ma in modo più efficiente! Soprattutto, assurdamente, ci si aspetta che il mondo abbia pietà per il proletariato europeo strapagato e malcontento, di destra e letargico, che sacrifica altre decine di milioni di persone solo per aumentarsi ulteriormente il tenore di vita. Tutto questo non dovrebbe essere permesso. Mai più! Va fermato. Ciò che l’Europa ha raggiunto finora, a spese di miliardi di vite degli “altri”, non è assolutamente degno di morire.
Attenti all’Europa e alla sua gente! Studiatene la storia. Studiate l’imperialismo, il colonialismo e i genocidi che impose in tutto il mondo. Lasciate che votino i loro fascisti. Ma teneteveme alla larga. Impeditegli di diffondere il loro veleno nel mondo […].”