Oggi abbiamo visto un Bramanti diverso, che usa toni e parole non sue nell’attaccare l’avversario Cateno De Luca (definito pluri indagato e pluriarrestato)

Una caduta di stile ma, evidentemente, i suoi consiglieri lo hanno sollecitato ad usare formule, espressioni, atteggiamento non consono a chi è sempre stato ritenuto un “signore” nell’immaginario collettivo, forse per un calcolo politico del quale ne vedreno l’esattezza solo la sera del 24 giugno.

Dopo 5 anni di politica sbagliata abbiamo assistito ad una pessima campagna elettorale.
Sicuramente ci aspettano giorni peggiori.

Possiamo solo sperare che il professore “recuperi se stesso” e ci parli di programmi veri più che di assemblee popolari semestrali e referendum per fa espirimere i cittadini, perché queste cose le abbiamo già sentite, inutilmente, nella campagna elettorale 2013 ed in molti, troppi ci avevano creduto.

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Replica di De Luca:”solidarietà a Bramanti qualcuno lo sta portando alla deriva, lo invito al confronto e ricordi quando parla di me che sono stato sempre assolto. Noi rappresentiamo volontà popolare, lui non può indossare un abito che non gli appartiene. La sua imitazione non è riuscita

“Esprimo la mia solidarietà al professore Dino Bramanti perché dal contenuto della sua conferenza stampa mi rendo conto ormai che c’è qualcuno che lo vuole portare alla deriva e faccio qualche esempio per evidenziare l’infondatezza delle sue affermazioni. Vorrei fargli sapere che quando parla di piano regolatore generale non sono previsti i referendum e qualcuno glielo dovrebbe spiegare perché mi rendo conto che i suggeritori lo stanno portando a sbattere.

A dirlo il candidato a sindaco on. Cateno De Luca che aggiunge: “Mi auguro che la sua affermazione di abbandonare Messina nel caso di vittoria nostra sia soltanto una delle sue tante scivolate, perché noi invece riteniamo che è una risorsa per la città e deve rimanere qui sviluppando nel suo settore quella che è un’eccellenza che noi continueremo a salvaguardare e valorizzare. Ovviamente tutto ciò nei limiti e nei confini in modo da non nuocere all’interesse pubblico e altre strutture pubbliche come il Policlinico. Ribadiamo poi che non permetteremo che il Papardo finisca nelle sue grinfie come qualcuno vorrebbe”.

“Lo invito – prosegue De Luca – con pacatezza a fare un confronto pubblico a Piazza Duomo, o piazza Cairoli o Piazza del Popolo a fare un confronto pubblico senza polemiche e senza altro tipo di attacchi. Quando ricorda che sono plurindagato e pluriarrestato deve anche però ricordare che sono stato anche pluriassolto. Questo è fondamentale perchè diversamente non farebbe altro che seguire la disonestà intellettuale di chi gli suggerisce certi argomenti. Siamo comunque a sua disposizione per fare un percorso dialettico e un corso di comunicazione visto che oggi il suo tentativo di imitarmi oggi in conferenza stampa è stato mal riuscito e ha dato una visione distorta di un personaggio che cerca di copiare chi sta cercando di portare a palazzo Zanca la voce e la volontà popolare.

Noi rappresentiamo il popolo, lui rappresentava se stesso e oggi ha dimostrato di voler vestire in malo modo un abito che non gli appartiene: quello popolare che non si indossa all’improvviso, si acquisisce per nascita, per comportamento e nella quotidianità”.