Per le Ferrovie dello Stato la mobilità in Sicilia deve tornare alle corriere ed ai torpedoni del neorealismo cinematografico di Rossellini, De Sica, Visconti e Germi, per un’ulteriore offesa all’orgoglio ed agli sforzi del Sud che lavora”.
il Sindaco di Messina, BuzzancaLo evidenzia il sindaco di Messina e deputato regionale, on. Giuseppe Buzzanca, a proposito dei preannunciati tagli che Rfi sta attuando in Sicilia. “L’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, – prosegue Buzzanca nella sua metafora cinematografica – è come Franz, il conducente di autobus protagonista del film Notturno Bus di Davide Marengo, che anche nella vita ha sempre guardato nello specchietto retrovisore. Non si può pensare – sostiene il sindaco di Messina – ad uno sviluppo del Meridione, delle potenzialità turistiche, economiche ed imprenditoriali della Sicilia e tornare indietro con un sistema di mobilità ferroviaria che non guardi alle esigenze attuali del territorio. La rete infrastrutturale ferroviaria in Sicilia si estende complessivamente per oltre 1330 chilometri, con le linee a doppio binario elettrificato che costituiscono una esigua minoranza, mentre per vincere la competizione nel mondo dei trasporti in Sicilia, gli obiettivi di FS sono la riduzione ed il contenimento dei costi. Lo scenario innovativo che le Ferrovie stanno attuando, con nuove linee ferroviarie e stazioni del futuro, hanno un confine nazionale che si ferma in Campania, non considerando la continuità territoriale sancita dalla Costituzione.
Non si può quindi più restare impassibili – afferma Buzzanca – all’ormai palese disimpegno dell’azione delle Ferrovie nell’Isola e nei collegamenti tra le città siciliane, ed in particolare tra Messina e le dorsali orientale ed occidentale, ma anche di fronte alla decurtazione del 40 per cento dei treni notte per il Continente che si è verificata negli ultimi tre anni.
E non è solo un disinteresse nei confronti delle linee e del materiale rotabile ma anche per il personale viaggiante e non, che opera nell’Isola. Per Messina il disimpegno riguarda poi anche i collegamenti marittimi, ove si è arrivati al minimo storico con due sole navi in linea: la Scilla, del 1985 e la Rosalia, del 1972, oltre l’Igina, del 1969, come traghetto per le emergenze. Sino a qualche anno fa le navi erano quattro, più una riserva, per non parlare dei collegamenti dopo il 1948, con 14 navi in linea. La diminuzione di mezzi nello Stretto, il piano di tagli di Trenitalia ed i crescenti disservizi per i viaggiatori danno certezza dell’azione di abbandono di Fs/Rfi. Per evitare anche un abbandono della politica, su questi temi così importanti per la comunità siciliana e soprattutto per i messinesi, è necessario – sostiene Buzzanca – richiedere con forza al Governo un cambiamento di indirizzo gestionale per i trasporti in Sicilia, per servizi ferroviari che gli utenti siciliani e messinesi richiedono quale diritto garantito a tutti gli altri fruitori del Paese”.

ED INTANTO: SALE LA TENSIONE SOCIALE NELL’INDOTTO FERROVIARIO A MESSINA

vagoni letto protesta romaDa settimane si registra tensione tra i lavoratori della Società Servirail New-Rest Wagons Lits di Messina, società che si occupa del servizio di “accompagnamento notte”, attività in appalto del Gruppo FS. Oltre cento i partecipanti da diverse realtà italiane più di 40 quelli provenienti da Messina hanno protestato a Roma, sotto la sede di Trenitalia evidenziando lo stato di forte preoccupazione sui livelli occupazionali in cui  versano gli oltre 400 lavoratori del comparto indotto ferroviario per i continui tagli che l’azienda sta operando sui treni a lunga percorrenza Passeggeri che collegano la Sicilia e la Calabria al resto d’Italia.

vagoni letto protesta romaNell’Impianto Servirail di Messina sono 24 gli esuberi di personale già annunciati dall’azienda, mentre dal 1. aprile del 2010 è in atto un Contratto di Solidarietà con decurtazione del 26% delle ore lavorate. La situazione, critica per i livelli economici di numerose famiglie monoreddito, rischia di diventare  drammatica nel prossimo mese di dicembre quando Trenitalia ha già previsto un ulteriore taglio di numerosi treni a lunga percorrenza tra cui la tratta Siracusa – Venezia, oggi gestita dall’impianto Servirail di Messina.

Tale soppressione  farebbe lievitare gli esuberi e metterebbe a rischio occupazionale oltre il 50% del personale impiegato a Messina.

vagoni letto protesta romaUna delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dai vertici Trenitalia i quali hanno confermato il piano industriale che prevede un ulteriore taglio dal 13 dicembre dei treni passeggeri in transito sullo stretto di Messina e hanno palesato altre future diminuzioni in previsione del 2014, quando scadrà il contratto di servizio con lo stato per il servizio universale, paventando la chiusura del comparto e mettendo a rischio il futuro occupazionale degli addetti.

“Abbiamo assistito – dichiarano Pasquale Maimone e Rocco Sbarra, RSA della Cisl di Messina – al solito balletto di responsabilità da parte di Trenitalia che giustifica l’abbandono del servizio notte per la continua diminuzione delle sovvenzioni da parte del Governo”.

“La causa dei tagli è additata a un servizio giudicato in perdita – sottolinea Sbarra – ma chi, come noi, sui treni notte ci lavora da anni, sa benissimo che la clientela è stata progressivamente allontanata dal prodotto treno facendo deliberatamente scadere la qualità dell’offerta e favorendo il trasporto gommato”.

I lavoratori non soddisfatti delle risposte evasive di Trenitalia si rivolgeranno alla classe politica programmando una nuova iniziativa di protesta da tenersi questa volta presso la sede del Governo nazionale, azionista di riferimento di un Gruppo FS , nel silenzio, sta creando una spaccatura nel Paese e producendo un prossimo disastro occupazionale.

Anche il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano, interviene sui tagli FS in Sicilia e a Messina che il sindacato di via Peculio Frumentario aveva reso noti oltre un anno fa diffondendo le slide di FS che tagliavano fuori la Sicilia.

“Finalmente, a oltre un anno di distanza dalla nostra denuncia sui Piani di FS che estromettevano la Sicilia, sembra che tutti si siano resi conto di quanto stiano rischiando Messina e tutta l’isola, e che occorra una grande mobilitazione di tutte le forze sociali per difendere il nostro territorio – osserva Oceano che al sindaco di Messina che oggi accusa l’AD di FS Morretti risponde: “Buzzanca ha forse dimenticato che un anno fa minimizzò il nostro allarme sostenendo di avere ricevuto rassicurazioni da Matteoli. Ma se oggi Moretti è il killer, i mandanti sono Tremonti e proprio Matteoli”.

“E – conclude Oceano- in questa vicenda appare evidente a tutti che saranno proprio la città di Messina con la sua provincia i territori più emarginati sia sotto il profilo occupazionale che economico”.