La “Politica”, locale e nazionale, sta dando in questi mesi il peggio di se.
Nonostante tutto noi restiamo con la “Politica”, per la sua valorizzazione, per il confronto civile su temi concreti, e per un esame oggettivo delle cose e dei fatti, rifiutando il “teatrino”.

Vorremmo che, anche sotto l’ombrellone,  si aprisse una riflessione ed una discussione seria sulla Città Metropolitana dicendo “basta” ai teatrini strumentali ed affrontando di petto la questione che  per Messina è di importanza strategica.

 

Prima un rapido “ripasso” per   coloro che hanno  memoria corta.

Nel discorso nazionale sulla abolizione delle Province, come al solito, la Sicilia (che in base allo Statuto ha   autonomia decisionale) non ha tralasciato occasione per far pessima figura:

  • Crocetta corre in TV per annunciare di averle abolite per primo.
    E’ chiaramente un falso,
    ha solo approfittato per gestirle direttamente durante tutto il suo mandato tramite propri commissari e creando un “vulnus” alla democrazia!
  • Allo scadere del mandato fa approvare dall’ARS la legge 17 del 11/8/ 2017 che riforma sia i Consorzi che le Città Metropolitane, ma questa legge, in quasi tutti i suoi articoli, viene dichiarata incostituzionale il 20/7/2018 e quindi sostituita dall’ARS con la legge n.23 del 29 novembre 2018 (Presidente Musumeci) ed  alla quale ora occorre fare esclusivo riferimento.

 

Il Sindaco Metropolitano è, in automatico, il Sindaco della città capoluogo (per noi Messina) e quindi se De Luca avesse voluto veramente rinunciare si sarebbe dovuto dimettere da primo cittadino di Messina…

 

 

Ma come funziona politicamente la Città Metropolitana ?

Molti pensano (o auspicano) che il Sindaco Metropolitano sia il “Deus ex machina”, il nuovo ducetto che fa tutto lui perché eletto (se pur indirettamente) dai cittadini: NON E’ COSI’.

Esiste il “Consiglio metropolitano” che è composto dal Sindaco e da 14 componenti eletti dai e tra i sindaci e consiglieri di tutta la Città metropolitana: sino a quando si persiste a indire e revocare le elezioni, come un’altalena, siamo in presenza di un fatto politico grave che altera il concetto stesso di democrazia  rappresentativa.

Musumeci, in ossequio alla legge, mandò a Messina un Commissario ad acta preso atto che De Luca si rifiutava di indirle entro i termini di legge… poi è iniziato il “teatrino” che tutti conoscono e che, coinvolgendo anche l’ARS, potrebbe portare alle elezioni di secondo grado, forse, nel prossimo anno…

E qui deve intervenire la Politica, devono intervenire i Partiti che, dicono, di non temere le elezioni …
E gli interventi dovrebbero essere due:
A) fare indire le elezioni non oltre i primi di settembre (essendo di secondo grado non necessitano di campagna elettorale)
B) far si che il sistema elettorale non crei spaccature fra Messina, le città medie ed i numerosi paesini della provincia

In queste elezioni ogni consigliere o sindaco elettore non vale 1, vale (voto ponderato) in rapporto al numero dei cittadini del comune di appartenenza.

Si potrebbero perciò creare alleanze campanilistiche, affossando la democrazia rappresentativa, fra un paio di comuni con più abitanti, non dando rappresentatività e peso nel Consiglio Metropolitano a quella miriade di piccoli comuni che sono, ed ancor più dovrebbero esserlo in futuro,  il nervo portante della nostra provincia.

Infatti su 108 comuni ben 25 sono sotto i 1.000 abitanti,
61 fra i 1.000 ed i 5.000 abitanti,
19 fra i 5.000 e i 13.000 abitanti,
poi uno supera i 30.000, un altro i 40.000 ed infine c’è Messina con i suoi 234.000 ….

Chiunque abbia a cuore la funzionalità corretta del Consiglio e lo sviluppo reale e coordinato dell’intera provincia non può non farsi carico di superare il becero campanilismo e garantire la rappresentatività anche dei piccoli comune e di tutte le variegate aree geografiche che disegnano l nostra Città metropolitana.

 

Tutto questo è importante, e dovrebbe trovare un consenso trasversale, non solo per un fatto di democrazia sostanziale, ma perché molti ed cruciali per lo sviluppo sono i compiti ed i poteri di coordinamento e di indirizzo della Città metropolitana.

Che sia per questo che si preferisce il “teatrino”?

Dei compiti e dei poteri reali della Città Metropolitana ne parleremo a breve: oggi volevamo solo gettare un primo sasso per  sensibilizzare cittadini, associazioni di interesse e Partiti, perché –come sempre- non si dica troppo tardi: non lo sapevo !