«Dichiarare il dissesto è, tra le soluzioni, quella più inadeguata e compromettente per i destini dei lavoratori e dei servizi erogati dall’Ente».

A prendere posizione, dopo la conferenza stampa del Sindaco Metropolitano che stamane ha preannunciato la sua protesta per l’insufficienza delle risorse finanziarie previste dall’accordo Stato-Regione e per i contenuti normativi che ancora tardano ad essere approvati dal Parlamento, è la Cisl Funzione Pubblica di Messina. Pur condividendo le preoccupazioni per la perdita di importanti risorse finanziarie, il responsabile delle Funzioni Locali della Cisl Calogero Emanuele e il segretario aziendale Giovanni Coledi ricordano come «sia in fase di approvazione la conversione in legge del Decreto sblocca cantieri e del Decreto Crescita che contiene l’emendamento “Salva Province”, che scaturisce dall’accordo Stato – Regione e prevede un finanziamento iniziale di almeno 150 milioni di euro, si ritiene che la soluzione definitiva, che consenta di sbloccare una volta per tutte la situazione finanziaria dell’Ente, possa essere completata con un ulteriore passaggio normativo-finanziario, da definirsi a settembre in sede di predisposizione della Legge di stabilità per l’anno 2020».

«La Cisl Fp, da sempre contraria all’ipotesi del dissesto, è pronta a dare battagliacontinuano Emanuele e Coledi – per avversare un’ipotesi che mette a rischio il futuro occupazionale di centinaia di dipendenti e la possibilità di stabilizzazione di 94 lavoratori a tempo determinato, compromettendo il faticoso percorso di avvio delle procedure come da accordo già ipotizzato durante il tavolo tecnico regionale del 28 maggio 2019».

Il sindacato fa quindi appello a tutte le forze politiche nazionali e regionali affinché, con urgenza, abbandonando atteggiamenti dilatori e conflittuali, «trovino unità d’intenti nell’interesse del territorio e approvino il suddetto emendamento che consente di approvare i bilanci consuntivo 2018 e preventivo 2019».