Era il 14 febbraio del 2015, quando il Movimento Popolare #IlFerribottenonsitocca, le varie sigle sindacali e la cittadinanza diedero vita ad una grande mobilitazione in piazza per difendere la continuità territoriale sullo Stretto dei treni a lunga percorrenza, messi a rischio dal progetto “rottura di carico” prospettato dalle Ferrovie Dello Stato.

Oggi, a due anni di distanza da quella manifestazione, in una conferenza stampa tenutasi nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, alla presenza di esponenti del Movimento Popolare, di alcune sigle sindacali e anche dell’onorevole Francesco D’Uva, deputato del Movimento Cinque Stelle, è stato dato risalto alla vittoria conquistata con la conferma decennale dei treni a lunga percorrenza da parte dei vertici nazionali di Rfi e quindi della continuità territoriale sullo Stretto, in quanto la paventata “rottura di carico” non è più un obiettivo, vista anche la richiesta da parte del Ministero dei Trasporti di mantenere la continuità.

Una conquista certamente importante ma la battaglia non finisce qui in quanto la strada è ancora lunga e sono tante le cose ancora da ottenere.

Mariano Massaro, del sindacato Orsa, afferma che non bisogna esaltarsi per una vittoria che non mette la parola fine al problema del trasporto sullo Stretto, in quanto la “rottura di carico” non si era mai realizzata grazie anche alla manifestazione di due anni fa, ma i treni sono centellinati e la flotta ha una sola nave adibita al traghettamento.

Contento di questo primo risultato raggiunto anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Francesco D’Uva che ha sostenuto sin dall’inizio la battaglia per la continuità territoriale, dicendo che una volta raggiunto questo obiettivo bisogna rilanciarlo, perché anche se la discontinuità territoriale non è presente va sensibilmente migliorata in quanto i treni non sono sufficienti.
D’Uva ricorda inoltre l’impegno del Movimento Cinque Stelle riguardo i treni “Frecciabianca” quando presentarono un’interrogazione per chiederne l’implementazione che potrebbero entrare in unica soluzione all’interno del traghetto così da velocizzare tutta la procedura di traghettamento.

Una risposta che ancora non è arrivata ma questa occasione è buona per sollecitare portando avanti questa battaglia.

Rfi, da parte sua, ha annunciato la costruzione di nuove navi per il traghettamento sullo Stretto, ma la preoccupazione è quella di ritrovarsi delle navi gemelle all’attuale nave “Messina” che non permetterebbero sostanzialmente miglioramenti nel servizio, visti i noti tempi di attraversamento eccessivi per il sistema di carico e scarico non eccelso.

Si teme anche che siano previsti dei tagli di risorse dedicati al traghettamento dei treni per sovvenzionare le navi veloci gestite da BluFerries in quanto il Governo non ha stanziato un solo euro per l’ammodernamento dell’attuale sistema.

Con queste premesse e senza la possibilità di ricevere finanziamenti da parte del Governo per migliorare i vetusti treni a lunga percorrenza e le varie infrastrutture, l’isolamento della regione sarebbe sostanzialmente confermato.

Il Movimento Popolare farà di tutto per evitare che questo accada e continuerà la sua battaglia in ogni sede opportuna al grido di “NOI VOGLIAMO TUTTO”.