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“Ancora una giornata all’insegna della tensione e dell’esasperazione, con i lavoratori senza stipendio da mesi e senza certezze sul loro futuro che hanno assistito in diretta ai giochini non disinteressati della politica- commenta Clara Crocè, segretaria generale della Funzione pubblica della Cgil di Messina che insieme ai dirigenti di categoria sta accompagnando i lavoratori nella vertenza. Dopo una mattinata di tensioni durante la quale i lavoratori hanno assistito alle tensioni tra il Consiglio e il sindaco- intervenuto e subiti dopo avere detto la “sua” andato via-, la situazione si è ulteriormente accesa e i lavoratori, su richiesta di alcuni consiglieri comunali, sono stati sgomberati dall’aula consiliare. “Solo il nostro senso di responsabilità ci ha convinto ad abbandonare palazzo Zanca per evitare inutili incidenti. Ma è evidente- spiega Crocè- che persone che da anni vengono vessate senza che alcuna amministrazione intervenga in loro difesa, anzi con la sensazione che si continui ad avallare questo status quo, esprimano la loro rabbia e la loro frustrazione”.Crocè stigmatizza inoltre il comportamento del sindaco rispetto alla vicenda Don Orione. Si è infatti appreso oggi che solo ieri il sindaco Buzzanca ha firmato la richiesta formale di parere all’Assessorato regionale alle autonomie locali, a dispetto di quanto invece aveva più volte e ripetutamente dichiarato.La Funzione pubblica della Cgil continua a sottolineare l’assoluta inadeguatezza della gestione del settore dei servizi sociale da parte dell’amministrazione Buzzanca. “Oggi tanto il sindaco quanto l’assessore al ramo hanno spiegato la grave situazione del settore servizi sociali come se non dipendesse da loro. A chi spettava assicurare la continuità nell’assistenza dei degenti del Don Orione? A chi spetta individuare e recuperare le risorse per garantire i servizi alla collettività? Se questa amministrazione non è in grado di svolgere il suo ruolo istituzionale farebbe meglio a dimettersi- conclude Crocè. La Fp Cgil torna quindi a chiedere la revoca dei bandi, l’immediato pagamento delle retribuzioni arretrate ai lavoratori, l’impegno formale ad inserire nei prossimi bandi una clausola di tutela dei lavoratori che estrometta le cooperative che non pagano puntualmente le retribuzioni. “Questi bandi vanno revocati perché non rispettano i contratti collettivi nazionali di lavoro, non rispettano la normativa in materia di sicurezza e  sono peggiorativi per qualità e quantità delle prestazioni”, aggiunge Angela Passari, responsabile del settore servizi sociali per la FP CGIL di Messina.Oggi la protesta riprende con un sit in e volantinaggio davanti al Comune di Messina e proseguirà ad oltranza, annuncia la FP CGIL, finché non verranno date risposte ai lavoratori.