Il Comune di Messina è l’unica città italiana a collaborare con altre città europee sul tema dell’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati e, più in particolare, dei minori stranieri non accompagnati.

Tanto emerge dalla relazione della Corte dei Conti sopra Urbact, il programma di cooperazione territoriale europea, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dagli Stati membri.

Urbact: di cosa si tratta

Urbact ha lo scopo di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile mediante scambi di esperienze e diffusione di conoscenze tra città europee. L’iniziativa è giunta alla terza fase di programmazione, dopo quelle relative all’Urbact I (2000-2006) e all’Urbact II (2007-2013). Per il periodo di programmazione 2014-2020 sono stati stanziati complessivamente 96,3 milioni di euro, cofinanziati dal Fesr (77 per cento), da contributi nazionali (7 per cento) e da altri contributi locali (16 per cento). Con il programma Urbact è stata prevista la creazione di tre tipologie di reti, finalizzate rispettivamente alla creazione dei piani d’azione locali (action planning network), all’implementazione di strategie integrate urbane (implementation network) e al trasferimento di buone pratiche (transfer network). Attraverso la partecipazione, le città possono migliorare la capacità di realizzare politiche di sviluppo urbano sostenibile in maniera integrata, coinvolgendo direttamente sia i cittadini, sia gli altri enti che sono operativi sulle specifiche tematiche progettuali.