“Messina non è città scartata, né tanto meno poco “attenzionata”, smettiamola quindi di accusare gli altri per le nostre mancanze e con ciò che rimane di buono cerchiamo di risollevare le sorti di questa martoriata terra.

Fabio D'Amore, Commissario Cittadino MPA Il presidente della Regione Raffaele Lombardo non ha certo bisogno di difensori d’ufficio per tutelare l’immagine del lavoro svolto in questi mesi da Governatore di una delle più grandi regioni d’Italia e continuare ad affermare un disimpegno proprio nei confronti della città dello Stretto appare paradossale”.

Con queste parole il commissario cittadino MPA di Messina, Fabio D‘Amore, ha inteso precisare il proprio pensiero in merito all’articolo pubblicato stamani nelle pagine locali dal quotidiano “Gazzetta Del Sud”.

“Sono stato tirato in ballo – ha proseguito l’attuale Commissario dell’Ente Fiera di Messina – proprio in apertura d’articolo ed il giornalista ha citato il caso del rinnovo del commissariamento dell’Ente che presiedo (a singhiozzo da quasi due anni) come esempio palese di celerità nel rinnovo dell’incarico da parte del presidente Lombardo, mentre nei confronti di altre istituzioni (come l’Iacp di Messina) lo stesso Lombardo non avrebbe utilizzato uguale tempestività. Mi sembra che il ragionamento apodittico che si è tentato di portare avanti per giustificare il rinnovo di alcune nomine in ambito locale è errato nelle premesse per il semplice fatto che proprio la mancata velocità nel rinnovo del commissariamento dell’ente Fiera di Messina ha impedito lo scorso anno il raggiungimento dell’obiettivo prefissato del pareggio del bilancio dell’Ente, previsto per la fine del 2010. Un ritardo che è dipeso non certo dalla volontà politica di ostacolare scientemente lo sviluppo di Messina (sarebbe stato un atteggiamento autolesionistico da parte di un “governatore amico” che da un lato attribuisce un incarico sposando personalmente la causa del rilancio dell’unica Fiera internazionale rimasta in Sicilia e dall’altro ne ostacola la tempistica inficiando il compimento della missione).

E’ quindi evidente – ha precisato D’Amore – che l’uso strumentale del ragionamento che si è voluto portare avanti, riducendo il rapporto “politico” di una città metropolitana come Messina con il Presidente della Regione a semplice confronto secondo le categorie amico-nemico non rende giustizia alla complessità dell’azione di governo di cui si sta facendo promotore Raffaele Lombardo.

La tanto declamata politica del fare, che tende demagogicamente a risolvere tutto con la “bacchetta magica”, senza però confrontarsi con la difficoltà oggettiva di amministrare la “cosa pubblica” secondo le regole della trasparenza e della legalità, ha creato già parecchi guasti ed un ritorno all’osservanza delle regole, oggi più che mai, è auspicabile. Messina, come ho già sostenuto in altre sedi – ha concluso D’Amore – deve smetterla di piangersi addosso e senza giochetti o sorrisi di circostanza deve fare “sistema” ovvero riporre le bandiere di appartenenza ed iniziare a tracciare un serio cammino comune”.