“Molti nel PD hanno il terrore del voto e pur di non votare farebbero un “ribaltone” con chiunque”
“In stato confusionale, per certi versi non pervenuto”, così l’europarlamentare dell’Italia dei Valori Luigi De Magistris definisce il Partito Democratico rispetto al momento politico.
È molto probabile il ritorno al voto per l’altro europarlamentare IdV, Sonia Alfano: “le prossime elezioni arriveranno al più entro la Primavera dell’anno prossimo, pertanto è realistico dibattere degli scenari futuri, tracciare il percorso politico che seguirà”.
D'Alema e FinocchiaroLo scenario attuale vede il sistema politico italiano diviso in tre poli.
La Destra è rappresentata dall’alleanza Pdl-Lega Nord. “Solo la Lega resterà con Berlusconi– dichiara Sonia Alfano- per ragioni di convenienza e disposta a votare qualsiasi cosa pur di avere in cambio federalismo, xenofobia e poltrone”. Insieme a Bossi, Berlusconi incarna “la nuova destra eversiva, estremista, razzista e populista”, aggiunge De Magistris.
Da questa Destra è nato il terzo polo che, spiega De Magistris, “non è la nuova DC in quanto non ha nulla di popolare: è un’operazione di “palazzo”. Il terzo polo – quello che si presenta come la nuova destra liberale – è, in realtà, il riposizionamento, al centro, di una parte dei poteri forti: una fetta rilevante di Confindustria, probabilmente Montezemolo, un segmento significativo delle gerarchie ecclesiastiche che non tollerano più il folklore edonistico del sultano di Arcore, i finiani folgorati sulla via di Damasco sul tema della legalità, Casini e l’affine Caltagirone, Cuffaro (quello condannato per fatti di mafia, il vero azionista di maggioranza dell’UDC), Cesa (quello già coinvolto in inchieste su truffe all’unione europea), De Mita (il nuovoideologo del terzo polo), Rutelli (il radical chicsinistrato Sindaco di Roma, frequentatore anche di “incriccati” della P3, già Nuova P2)”.
Il terzo polo, aggiunge De Magistris, è “il partito della normalizzazione. Raccolgono i frutti delle leggi vergogna berlusconiane che, soprattutto i finiani, hanno avallato dalla prima all’ultima, e si presentano, oggi, come gli uomini nuovi, i salvatori della patria dal berlusconismo. In realtà, vogliono solo liberarsi di Berlusconi e rimanere, dalla casta, agganciati alle poltrone”.
Per gli europarlamentari De Magistris e Alfano, il responsabile della “normalizzazione post-berlusconiana” è il PD: “la maggioranza della classe dirigente democratica- prosegue De Magistris- forte del sostegno del Presidente della Repubblica, ha il terrore del voto e pur di non votare e di liberarsi di Berlusconi è disponibile ad allearsi anche con il diavolo. La paura è dovuta al fatto che una fetta significativa della dirigenza del PD è nel sistema, quindi non vuole cambiare”.
L’Italia dei Valori esclude i governi tecnici perché sono un falso cambiamento. “Da chi sarebbe composta la maggioranza di fedeltà costituzionale disposta a mettere mano seriamente al tema del conflitto di interessi?- chiede Sonia Alfano- Dal PD, troppo spesso facile sponda nei momenti più neri del (quasi) ventennio berlusconiano? Dall’UDC di Casini e del condannato in secondo grado per favoreggiamento della mafia Totò Cuffaro? Da Futuro e Libertà che ha sostenuto il giogo berlusconiano fino a due settimane fa? Da Lombardo e Rutelli? Impensabile”.
Per l’Italia dei Valori la migliore soluzione è una coalizione che veda insieme tutte le forze progressiste politicamente attive in Italia. “Mi riferisco- spiega Sonia Alfano- in primis al MoVimento Cinque Stelle, all’Italia dei Valori e a Sinistra Ecologia e Libertà, oltre a quella parte del PD, non necessariamente piccola, che non digerirebbe l’ingresso nella balena bianca”.
Per creare la coalizione progressista, conclude De Magistris, “Nichi Vendola deve comprendere che la squadra è più importante del leader e che lo stesso Nichi è solo uno della squadra, poi si vedrà tutti insieme, popolo e partiti, chi sarà il più convincente per sconfiggere le vecchie e le nuove destre. Nichi è, sicuramente, uno dei protagonisti di questa avventura straordinaria per cambiare l’Italia, non facciamone però una icona al di sopra di ogni critica. Si vince con la squadra, non con l’individualismo. Costruiamola tutti insieme, con dialogo e passione”.