“Non vi è spazio per i partiti regionali, come il Pdl Sicilia, il PD federato e il Partito del Sud”
Il senatore UDC Francesco D’Onofrio, oggi in visita in Sicilia, anticipa gli argomenti che l’assembleanazionale del partito discuterà a Chianciano Terme dal 10 al 12 settembre prossimo.

D'OnofrioNella pentola dell’UDC bolle un nuovo soggetto politico, il Partito della Nazione, che non vuole essere il terzo polo alternativo a PdL e PD, spiega D’Onofrio, ma semplicemente un’area moderata, non “giustizialista” come è l’Italia dei Valori.

Un’area moderata, aggiunge d’Onofrio, che può allearsi al Partito Democratico; che potrebbe essere molto forte in Sicilia per via della presenza del Movimento per le Autonomie e in Campania grazie al lavoro di Ciriaco De Mita.

Il progetto del Partito della Nazione nasce dal fallimento dello scenario politico del 2008, che ha determinato il movimento finiano Futuro e Libertà per l’Italia e da oltre un anno ha trasformato la Sicilia nel laboratorio della politica italiana. Per il settantunenne (appena compiuti) senatore dell’UDC, le divisioni e i rimescolamenti politici in corso sono assolutamente interni al Palazzo e poco o niente riflettono le istanze della società. Prime fra tutte il lavoro, che nel Meridione è emergenza sociale. Nel mondo “globale” è assente la Politica, spiega D’Onofrio. Si pensi ai casi FIAT e Keller in Sicilia, due stabilimenti che cesseranno la produzione per carenze infrastrutturali, lasciando nessuna prospettiva di riconversione ai lavoratori ivi impiegati.

“La prima risposta della politica alle sfide della globalizzazione- aggiunge D’Onofrio- è l’unità contro le spinte particolariste di alcune regioni”. La vicenda siciliana è il paradigma della situazione nazionale.

“L’UDC considera la Sicilia una parte importante dell’Italia, non uno stato autonomo come vorrebbero certi sicilianisti- conclude D’Onofrio-  Pertanto, la politica nazionale deve tenere seriamente in considerazione la Sicilia, ma non può esservi spazio per una politica siciliana che non tiene conto della politica nazionale”. Al riguarda D’Onofrio mostra ottimismo:

“ritengo che in Sicilia stia vincendo la nostra posizione. Stanno sparendo partiti che erano presuntuosamente nati come partiti siciliani distinti da quelli nazionali. Non penso che in Italia vi sia spazio per il partito del Sud, stante che regioni come la Puglia e la Campania non accetterebbero di essere governate da un partito nato in Sicilia. Il massimo che l’UDC è disposto a concedere è un partito nazionale a base siciliana. Il che presuppone lo scioglimento del PdL Sicilia, che il Partito Democratico abbandoni l’idea di creare qualcosa di locale sebbene federato al partito nazionale e che il Movimento per le Autonomie non pretenda di essere il partito del Sud. Se queste tre condizioni si verificheranno, l’UDC non avrà difficoltà a sostenere il Governo della Regione Sicilia”.